Ancora sciopero alla Metro: "L'azienda vuole mettere nell'angolo sindacati e lavoratori"

Dipendenti in presidio al punto vendita di Ospedaletto, è la seconda volta in 15 giorni. Scontro sulla trattativa per il contratto integrativo

In 25 anni da dipendente Metro e 23 da sindacalista, il rappresentante della Rsu David Cecconi non aveva mai visto due scioperi in 15 giorni. E' l'evidente segnale che la distanza fra i lavoratori e l'azienda sul contratto integrativo in trattativa è ampia, con i toni sempre più accesi. La prima agitazione si è tenuta lo scorso 5 aprile: alla vigilia della stessa la Metro aveva difeso la propria proposta parlando di "totale chiusura dei sindacati", pur rimanendo una "apertura al dialogo". Oggi, 19 aprile, il nuovo presidio davanti la porta del negozio di Ospedaletto. 

La vertenza è nazionale ed interessa circa 4200 dipendenti in tutta Italia per 48 negozi. In Toscana sono quasi 300, 155 in due punti vendita a Firenze, poi gli esercizi a Lucca e Pisa, con rispettivamente 38 e 90 lavoratori. Ad insistere sulle "richieste inaccettabili da parte dell'azienda" è la segretaria generale Filcams-Cgil Pisa Caterina Ballanti: "Dal 1° aprile Metro ha unilateralmente approvato un Regolamento Interno Aziendale che non integra il contratto nazionale, bensì peggiora i diritti ed il salario dei dipendenti. Inserisce un sistema tempo ad esempio che cambia l'organizzazione del lavoro, incidendo sulla vita delle persone. Sono liberalizzati turni e orari, che possono essere cambiati giorno per giorno".

"La chiamano 'conciliazione tempi lavoro' - insiste David Cecconi - ma in realtà è una concentrazione di ore nel fine settimana. E' un insieme di problemi, anche nel rapporto con il sindacato, questioni che sono peggiorate negli ultimi anni. E stiamo parlando di un'azienda che fa utili, nel 2018 Metro ha guadagnato oltre 12,5 milioni di euro. I dirigenti dicono 'non si fanno aumenti generali, ma se si va bene i soldi ci saranno', poi in realtà non viene dato niente. Vorremmo partecipare alla divisione degli utili che contribuiamo ogni giorno a creare con il nostro lavoro".

Il rappresentante della Rsu ripercorre il trend negativo nelle trattative azienda-sindacato: "Sono7 anni che non si fanno accordi, anche su materie in cui abbiamo le stesse posizioni. L'ultimo accordo integrativo è del 2016, disdetto il 31 ottobre 2018. Poi ci sono stati i 5 mesi di trattativa, con l'azienda che dava informazioni parziali volta per volta. Dal 2012 aspetti come le ferie o il lavoro domenicale, dopo essere stati decisi, vengono scritti su un foglio che viene affisso al muro senza niente di ufficiale. Queste sono pratiche - conclude David Cecconi - che lentamente, 'a freddo', cercano di mettere in un angolo i sindacati e danneggiano i lavoratori, causando perdita di lavoro e salario. Continueremo ad opporci con forza a tutto questo".  

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