Sciopero nella sanità, Usb: "La pandemia ha mostrato le condizioni del Ssn"

La mobilitazione nazionale è prevista per l'intera giornata del 2 luglio

"Una sanità pubblica efficiente è l'unico modo con cui un Paese può tutelare la sicurezza e la salute dei propri cittadini". L'Unione Sindacale di Base ha proclamato per domani, 2 lulgio, lo sciopero nazionale del comparto sanità, con possibili disagi per l'erogazione dei servizi. Saranno comunque assicurati quelli essenziali.

L'agitazione coinvolgerà settore pubblico e privato, ma anche gli appalti al terzo settore, come le cooperative sociali. Le motivazioni dell'agire sono state spiegate stamani 1 luglio da Cinzia della Porta, in un presidio davanti al vecchio ingresso del pronto soccorso del Santa Chiara: "Ribadiamo le stesse ragioni che ci hanno già portato come Usb alla mobilitazione dello scorso 29 maggio, con presidi davanti alle sedi di Regione in tutta Italia, con domani una manifestazione a Roma a Montecitorio. Il Paese non è riuscito a rispondere in maniera adeguata alla situazione: 34mila morti, con un enorme impatto anche sul personale sanitario. Questo perchè il Servizio Sanitario Nazionale è stato letteralmente distrutto, soprattutto negli ultimi 10 anni, con i diktat dell'Unione Europea ed attraverso le politiche portate avanti da tutti i governi. Tagli indiscriminati di fondi alla sanità pubblica, ai posti letto, al personale. C'è un processo di privatizzazione che va avanti da tantissimi anni, di esternalizzazioni di servizi... cosa sia significato lo abbiamo visto con la pandemia: un'incapacità totale di rispondere all'emergenza. Quando è iniziata la pandemia l'Italia si è trovata con soltanto 3mila respiratori, la Germania con 80 milioni di abitanti ne aveva 28mila". 

"Durante la pandemia - prosegue la sindacalista - il personale ospedaliero è stato definito 'eroe', sono state dette tante cose, ma non è stato fatto niente. Il Decreto Rilancio non modifica assolutamente quelli che sono gli assetti fondamentali che hanno determinato questa situazione, cioè su contratti e assunzioni. Contratti veri, a tempo indeterminato, non forme varie di precariato. Un altro elemento drammatico poi è la regionalizzazione: ci sono condizioni diverse in ciascuna Regione. Sembrava che l'evidenza determinata dalla pandemia potesse portare a scelte politiche diverse, ma non è stato così. Le assunzioni previste sono poche rispetto all'effettiva necessità e tante non sono per tempi indeterminati e pieni. Quindi noi chiediamo sanità pubblica, universale e gratuita per tutti, chiediamo la fine dei finanziamenti alle strutture private e dei processi di esternalizzazione e privatizzazione".

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