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Lavoro: proclamato sciopero nella sanità e nella scuola

Le sigle Si-Cobas, Slai-Cobas hanno annunciato mobilitazioni per tutta la giornata del 29 gennaio

Sarà un'intera giornata di mobilitazione e sciopero il 29 gennaio prossimo, a seguito della proclamazione dell'agitazione da parte dei sindacati Si-Cobas e Slai-Cobas. Coinvolti i settori della sanità e della scuola. 

Sanità

Lo sciopero è rivolto ai dipendenti dell'Azienda Usl Toscana Nord Ovest del comparto e della dirigenza, sotto tutti i profili. Lo sciopero è indetto dall'inizio del primo turno alla fine dell'ultimo turno della stessa giornata. Saranno possibili disagi nell'erogazione dei servizi sanitari (esami, ambulatori ecc) e amministrativi (prenotazione esami, accettazione ecc), a livello sia territoriale che ospedaliero.

Come previsto dalla normativa vigente, saranno comunque garantiti tutti i servizi minimi essenziali previsti per il settore, per quanto riguarda le attività connesse all’assistenza diretta ai degenti, sarà data priorità alle emergenze e alla cura dei malati più gravi e non dimissibili. A tal proposito ricordiamo che i 'servizi minimi essenziali' comprendono:
- il Pronto Soccorso e servizi afferenti legati a problematiche non-differibili della salute dei cittadini ricoverati (turni dei reparti) e non. Di conseguenza anche il personale tecnico per la preparazione dei pasti e degli altri servizi di base;
- servizi di assistenza domiciliare;
- attività di prevenzione urgente (alimenti, bevande, etc..);
- vigilanza veterinaria;
- attività di protezione civile;
- attività connesse funzionalità centrali termoidrauliche e impianti tecnologici.

Scuola

Agitazione per l'intera giornata per il personale di tutte le categorie del comparto pubblico e privato. Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero.

"La pandemia - si legge sul sito Si-Cobas fra le moticazioni - non allenta la sua morsa e diventa una condizione per lo smantellamento della istruzione pubblica. Nessun atto concreto a sostegno alla Scuola Pubblica, solo vuoti e non realizzati annunci di potenziamento. La didattica a distanza, con i computer, causa solo l’aumento del divario tra alunni di diverse classi sociali. Il Governo decide di riaprire le scuole, ma le decisioni prese (solo il 50% degli alunni per classe, a turno) non tutelano in alcun modo gli alunni delle classi popolari che hanno spesso difficoltà di seguire le lezioni da casa, perché non hanno spazio o perché non hanno i mezzi per collegarsi in maniera efficiente. Alla carenza di personale si è fatto fronte con le 'assunzioni per Covid-19'. Per il governo il lavoro può essere solo precario e ripropone contratti a tempo determinato e interinali al pari degli imprenditori privati. Come se non bastasse viene pagata a questi lavoratori solo una mensilità su tre. Molti diranno che non si debba far sciopero in questo periodo. Per queste persone noi dobbiamo lavorare alle loro condizioni di disagio e pericolo, ma se possiamo lavorare possiamo anche scioperare".

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