Cronaca Barbaricina / Viale delle Cascine

Balneari e Porticcioli d'Arno, scontro con l'Ente Parco: "Norme troppo rigide, impossibile riqualificare"

Scambio di accuse tra gli imprenditori e il Parco di San Rossore, accusato di impedire lo sviluppo del porticciolo e del litorale. L'Ente, con il presidente Manfredi, apre la porta: "Da mesi nessun confronto, ma siamo pronti a parlarne"

Gli imprenditori balneari e dei porticcioli d'Arno

Un serrato botta e risposta tra Confcommercio e l'Ente Parco. L'occasione è stata offerta dalla conferenza stampa in programma ieri, proprio nelle strutture di San Rossore, e convocata dalla stessa Confcommercio Pisa, dal Sindacato Balneari Sib e dai Porticcioli d'Arno per fare il punto sullo sviluppo futuro delle strutture dei rimessaggi e degli stabilimenti balneari che chiedono maggior libertà di azione per effettuare migliorie, senza dover sottostare ad una burocrazia giudicata troppo rigida e una normativa troppo vincolante.

>>> LE RICHIESTE <<<

Gli imprenditori balneari e i porticcioli d'Arno hanno denunciato un sistematico atteggiamento di eccessiva chiusura nei confronti delle loro richieste da parte dell' Ente Parco, una normativa eccessivamente vincolante e rigida, penalizzanti richieste economiche per ottenere autorizzazioni ai piani di riqualificazione. “Quasi mai siamo arrivati ad avere risposte a problemi concreti - ha dichiarato la presidente di ConfcommercioPisa Federica Grassini - l'atteggiamento del Parco di San Rossore si è dimostrato di netta chiusura rispetto alle esigenze delle imprese. Una chiusura che paralizza ogni possibilità reale di riqualificazione, di sviluppo, di rilancio e di crescita del nostro territorio, con gli imprenditori impossibilitati a realizzare la più piccola delle migliorie. Un territorio, quello del litorale pisano e delle imprese dell'Arno, sottoposto ad un inaccettabile e ottuso regime di 'polizia naturalistica' che soffoca il presente e il futuro di gran parte di queste piccole e medie imprese a conduzione familiare”.

“Siamo il primo porto naturale della Toscana, con la disponibilità di oltre 2.000 posti barca - ha sottolineato con forza Emiliano Marchi, presidente dei Porticcioli d'Arno - consideriamo fondamentale la salvaguardia dell'ambiente e dell'ecosistema, siamo sempre stati disponibili al dialogo ma oggi pretendiamo il rispetto e la difesa del nostro lavoro”. “Vogliamo risposte concrete alle nostre richieste" ha confermato Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa. "Tutti i nostri progetti di miglioramento sono stati bocciati, in cambio abbiamo avuto solo controlli e sanzioni” ha rincarato la dose Cristiano Scarpellini, presidente della Rete di Imprese del Litorale Pisano.

Non tarda così ad arrivare la replica dell'Ente Parco. "Con le associazioni in questione, che rappresentano una parte degli imprenditori - ricorda il presidente Fabrizio Manfredi - da mesi non c’è alcuna interlocuzione ed è quindi un fulmine a ciel sereno che si sia voluto rilanciare in modo così eclatante certe richieste. Noi siamo e siamo sempre stati qui per cercare di affrontare e risolvere insieme, col dialogo e col confronto, specifici problemi". "Il Parco - prosegue Manfredi - è un ente che nel corso degli anni, nell’interpretare il suo ruolo di volano di sviluppo, ha previsto che nel proprio territorio potessero operare imprenditori, ma comunque e inevitabilmente all’interno di alcuni limiti e vincoli: vincoli che, col passare del tempo, in ogni caso, non sono mai stati resi più rigidi. Al contrario, com’è di recente avvenuto per la variante al piano di gestione di Tombolo e Coltano, l’Ente ha accolto alcune richieste del mondo imprenditoriale, come ad esempio la possibilità di realizzare parcheggi scambiatori, provenienti dal settore balneare, così come alcune istanze dei rimessaggi nautici nella golena d’Arno, affinché questi ultimi potessero riqualificarsi e rilanciare la loro funzione. Certamente gli aspetti burocratici in Italia sono complessi e non riguardano solo l’Ente Parco ma la pubblica amministrazione in generale, spesso con sovrapposizione di competenze tra più istituzioni: per tale ragione anche io sono d’accordo, in linea di principio, sul fatto che serva rendere certi percorsi più snelli e semplici. Mi amareggia profondamente però - afferma il presidente - dover constatare che Confcommercio e SIB abbiano oggi voluto bollare il Parco come principale ostacolo in questo rapporto tra cittadini, in questo caso gli imprenditori, e le istituzioni, mettendone quasi in discussione la sua stessa esistenza e le sue finalità istitutive. Non c’è niente di più sbagliato e noi, come Ente Parco, ribadiamo la nostra disponibilità a metterci a un tavolo e ad affrontare, come sempre fatto, le criticità che ci vengono presentate".
 

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