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Bagni di Nerone: gli scavi portano alla luce i resti di epoca romana

Dopo appena tre giorni emergono le prime strutture romane e i segni della costruzione di Porta a Lucca

Sono passati appena tre giorni dall'inizio dell'indagine archeologica condotta tra Bagni di Nerone e Bastione del Parlascio e già emergono le prime scoperte. La campagna, finanziata dal Comune di Pisa per circa 40mila euro e portata avanti grazie agli specialisti del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università, prevede due aree di scavo: una a ridosso delle Terme, l'altra a ridosso del tratto di Mura compreso tra l’antica porta del Parlascio e l’odierna Porta a Lucca. 

>>> GUARDA IL VIDEO: GLI SCAVI AI BAGNI DI NERONE <<<

"Le due aree d’indagine - spiega Fabio Fabiani, direttore scientifico degli scavi - possono offrire risposte a molte domande riguardanti il complesso ad oggi ancora senza risposta, che vanno dalla datazione dello stesso fino al suo sviluppo planimetrico. In particolare, nella zona a ridosso delle terme, vogliamo indagare la destinazione di alcuni ambienti e le fasi di occupazione tardo antica e altomedievali trascurate dalle precedenti campagne".

Fin dal ‘500 si comprese infatti l’origine romana del monumento e la sua funzione termale e sono state molte le campagne di scavo portate avanti lungo i secoli. L'ultima, condotta tra il 1940 e il 1942 e poi ripresa e conclusa tra il 1947 e il 1949, ha lasciato tracce evidenti riportate alla luce in questi giorni. A ridosso delle terme è inoltre emersa una porzione di muro di epoca romana. Ancora presto dirne funzione e aspetto, ma sicuramente era parte integrante del complesso termale. Dalla lettura stratigrafica è poi emersa la presenza di strutture murarie che, confrontate con le mappe catastali di fine ‘800 e inizio ‘900, sono identificabili in muri di delimitazione di campi e orti, presenti in quell’area. Ciò non deve stupire perché la zona è di antica urbanizzazione e ha subito molti rimaneggiamenti. La stessa struttura ottagonale fu usata nei secoli come stalla o forno, così come l'area intorno, ora sistemata a giardino, era un tempo sede di costruzioni abitative e rimessaggi.

Nell’altra porzione di scavi, a ridosso delle Mura, sono invece emersi strati di 'coltivo' che segnalano la presenza di orti nell’area a partire dalla seconda metà del ‘500. Al di sotto di questi strati è emerso anche un accumulo di materiale edilizio e di scarti di cantiere, pietre e laterizi, probabilmente da porre in relazione con i lavori di chiusura della vecchia porta cittadina e dell’apertura di Porta a Lucca, dopo la conquista della città da parte di Firenze.

Sul cantiere sono anche presenti oltre 40 studenti del corso di laurea triennale in scienze dei beni culturali e del corso di laurea magistrale in archeologia, che svolgono qui il tirocinio curriculare. "Consideriamo questo primo scavo didattico e la collaborazione con l’Università e la Soprintendenza - afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli - un primo passo verso la realizzazione di un parco archeologico di età romana. Come passo successivo, vorremmo acquisire, mediante accordo con l’Università, le aree comprese fra le Mura, le Terme romane e San Zeno per poter proseguire gli scavi, con particolare riferimento alla ricerca dell’anfiteatro romano. Abbiamo già definito lo strumento urbanistico per realizzare questo progetto. Infine questi interventi contribuiscono alla valorizzazione e riqualificazione di questa zona centrale e storica del centro cittadino". 

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