Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Contraffazione: scoperto laboratorio in centro con 10mila etichette false

L'appartamento era usato stabilmente sia per vivere che per 'truccare' la merce. Coinvolte più persone, per ora c'è un denunciato. Proseguono gli accertamenti, è possibile che vendessero anche a negozi locali

Uno spaccato della realtà che alimenta il commercio illecito e che non riguarderebbe solo i venditori abusivi. Un'operazione condotta dalla Polizia Municipale di Pisa, con la direzione della Procura della Repubblica, ha portato all'individuazione di un laboratorio usato per 'truccare' oggetti, facendoli diventare da generiche borse, scarpe e giacche in copie contraffatte, con il sequestro di circa 10mila etichette. Ad essere usato come opificio un appartamento del centro storico, a pochi passi dal lungarno.

Al momento a risultare denunciato per contraffazione è un senegalese sui 30 anni, trovato al momento del blitz nel laboratorio. Le risultanze d'indagine, ancora in corso, lasciano pensare ad un'organizzazione che andava avanti da tempo: "Tramite pedinamenti, servizi di osservazione e quanto trovato sul posto - spiega il comandante della Polizia Municipale Michele Stefanelli - siamo riusciti ad ottenere questo importante risultato. Da quanto abbiamo riscontrato vivevano e lavoravano nell'appartamento diverse persone, pensiamo sempre senegalesi. Abbiamo trovato nell'appartamento, a dimostrazione della stabilità dell'attività, 6 macchine da cucire e 2 presse, a freddo e a caldo, per la stampigliatura".

Un potenziale produttivo, quello smantellato dall'operazione chiamata 'Gold Singer'', di cui potrebbero aver giovato anche insospettabili: "Abbiamo registrato le persone osservate presso alcuni negozi, l'ipotesi in corso di accertamento è che vendessero anche ad esercenti". Locale anche il proprietario dell'appartamento trasformato in laboratorio clandestino. Al momento l'immobile non è sequestrato. "Difficile dire se sapesse o potesse sapere dell'attività illecita" ha detto il procuratore capo Alessandro Crini.

Lo stesso Crini ha voluto sottolineare che "è un caso interessante perché si pensa che la merce contraffatta venga da chissà dove, mentre in questo caso il passaggio da beni generici a illeciti, che è la pratica più pericolosa che configura il reato, avviene a 50 metri dal lungarno. In città ci sono vari livelli di criminalità da perseguire, questo appare a livello più basso rispetto ciò a cui siamo abituati in Procura, ma tutti sono da contrastare e voglio dare merito alla precisione ed alla perseveranza della Polizia Municipale che ha condotto l'indagine. Che prosegue comunque, ne abbiamo dato notizia perché ritengo sia un risultato importante".

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