Caso Segre, il presidente Anpi: "Combattere i fascismi con la formazione storica"

Il presidente provinciale Anpi Bruno Possenti sulle minacce e la scorta alla senatrice: "Ci sono segnali preoccupanti, serve rafforzare la memoria e l'unità delle forze democratiche"

Prima le polemiche sul voto in Senato per l'istituzione della Commissione contro il razzismo, poi la notizia della scorta per la prima firmataria della proposta, la senatrice a vita Liliana Segre, a causa degli insulti e minacce che ha ricevuto. La battaglia politica si combatte ormai su tutti i campi, con toni sempre più accesi. E così capita che una donna di 89 anni, sopravvissuta all'Olocausto, debba venir protetta da due Carabinieri per la sua attività pubblica. 

Il presidente provinciale dell'Anpi di Pisa Bruno Possenti analizza i recenti fatti: "Ritengo sia molto grave che non ci sia stata l'unanimità sulla proposta dell'istituzione della Commissione. Lo stesso vale per il mancato applauso alla Segre in Senato, così come il fatto che molti parlamentari siano rimasti seduti. Liliana Segre è una figura emblematica, la nomina a senatrice a vita è un riconoscimento a lei, ma anche alla sua esperienza, di grande valore simbolico. E' un momento questo dove invece si notano segnali di rinascita di manifestazioni di tipo fascista, che prendono corpo se sostenuti con certi comportamenti. La scorta alla Segre è un messaggio di prudenza e tutela, ma è gravissimo che ci siano stati centinaia di messaggi denigratori e minacciosi, fino ad arrivare a dover proteggere una donna di 89 anni con il numero nazista impresso sul braccio". 

Possenti parla di un fascimo a due livelli: "Ci sono manifestazioni di neofascismo classico, diciamo nostalgico, episodi che raggiungono perfino ambienti impensabili. Ci sono sempre stati casi così, ma venivano svolti con pudore, perché c'era la consapevolezza che avrebbero incontrato il rigetto generale di gran parte della società. Ora si affermano con maggiore arroganza perché si sentono spalleggiati, come la recente rievocazione della marcia su Roma. C'è quindi un altro fenomeno, più preoccupante e che si vede meno: la diffusione di idee che sono la base dei fascismi. Sono l'intolleranza, la ricerca di un nemico da combattere, l'appello ad un uomo forte, a 'maggiori poteri'".

Un riflesso di quanto accade nel Paese c'è anche nel locale. "Sul nostro territorio - prosegue il presidente provinciale Anpi -  non ci sono casi di neofascismi palesi, da saluto romano per intenderci. Si notano i risultati delle urne, con il consenso che aumenta per le forze politiche che lanciano messaggi con i caratteri che si dicevano prima. Umberto Eco parlava di 'eterno fascismo', cioè idee che covano in qualsiasi società e che in certi momenti riaffiorano. E preoccupano".

"Occorre essere molto vigili - aggiunge Possenti - e promuovere attività di resistenza culturale. Fare formazione storica ai giovani, perché si può ricadere nel fascismo. L'unico antidoto è la memoria. Il nostro grande sforzo come Anpi è concentrato proprio in questo, fra appuntamenti ed incontri nelle scuole, per evitare che le nuove generazioni siano trascinate sul terreno che fa proliferare i fascismi". "Su questi aspetti - conclude - è necessaria l'unità di tutte le forze democratiche, civili e politiche".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Corso Italia: inaugurato il nuovo negozio Dan John

  • Pisamo assume due persone a tempo indeterminato: i dettagli della selezione

  • Sai quanti punti hai sulla patente? Le istruzioni per verificare il saldo

  • Al Cep l'ultimo saluto alla giovane morta al rave party

  • I consigli per pulire i termosifoni e farli funzionare meglio

  • Rebeldia, Unione Inquilini e Diritti in Comune contro Airbnb: "Affare milionario che svuota la città"

Torna su
PisaToday è in caricamento