Cronaca

Sindaco sotto scorta, dubbi e perplessità in città: "Chi è l'autore delle minacce?"

La notizia della presenza di una scorta per il primo cittadino ha creato profondo sconcerto. Pieragnoli (Confcommercio): "Rinunci alla scorta e costituisca un fondo di solidarietà". Garzella: "Da chi deve essere protetto?". Petrucci: "Fatto gravissimo"

“Che il sindaco di Pisa Marco Filippeschi abbia la scorta ci sembra un fatto paradossale, soprattutto se la motivazione è da attribuirsi agli imprenditori delle bancarelle, tutto ciò è ancora più incredibile. Gli imprenditori sono per loro natura abituati a lavorare e non vanno in giro a minacciare gli altri, tanto più il sindaco". Interviene sulla notizia di un agente di Polizia e Carabinieri che accompagna il primo cittadino pisano nei suoi spostamenti, il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli che in queste lunghe settimane di contrasti tra i commercianti e l'amministrazione comunale è stato vicino ai proprietari delle bancarelle, che ormai hanno lasciato la piazza per consentire l'allestimento del cantiere per il restauro del muro del Museo delle Sinopie.

"In questi anni gli operatori del Duomo hanno dimostrato in tutte le occasioni, anche le più delicate e sofferte, grande senso di responsabilità, correttezza, disponibilità al dialogo. Purtroppo, sin dall'inizio di questa incredibile vicenda, sono stati ingiustamente considerati alla stregua di criminali, colpevoli in partenza delle peggiori nefandezze - sottolinea Pieragnoli - la verità è che le vittime sono loro, 43 imprenditori, 100 lavoratori, 300 famiglie, da 35 giorni espropriati del loro diritto al lavoro e di conseguenza della loro stessa vita. Le vittime inoffensive sono proprio gli operatori del Duomo, sfrattati e lasciati in mezzo ad una strada senza nessun aiuto, supporto, sostegno dell'amministrazione comunale". "E allora, invece di continuare ad alimentare un immagine distorta e grottesca di questi imprenditori - aggiunge ancora il direttore di Confcommercio Pisa - il sindaco Filippeschi farebbe meglio a rinunciare alla scorta. Di più, con i soldi risparmiati dei cittadini, dovrebbe costituire un fondo di solidarietà per il sostegno economico degli operatori del Duomo, privati di reddito da ben 35 giorni. Sarebbe un gesto di grande responsabilità da parte del sindaco, un gesto concreto che noi ci aspettiamo, e un segnale inequivocabile che la campagna di delegittimazione nei confronti di questi imprenditori è davvero finita”.

Ed anche le forze politiche chiedono spiegazioni sulla decisione del prefetto. "Credo che sia necessario sapere da chi deve essere protetto il sindaco, non posso pensare che sia dovuto dal fatto che qualcuno ha suonato il suo campanello di casa - chiede il capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale Giovanni Garzella che ha presentato una interpellanza - ritenendo gravissimo che qualcuno osi disturbare una famiglia anche se disperato perchè ha visto chiudersi il proprio posto di lavoro, mi trovo però a valutare con disagio questa notizia del sindaco che necessiti una scorta. Ma non posso pensare che si disponga una scorta semplicemente perchè qualcuno è arrabbiato, quante scorte ci vorrebbero per ognuno di noi?".


"E’ un fatto gravissimo cercare di trasformare il legittimo dissenso verso le scelte amministrative in un fatto da codice penale - fa eco Diego Petrucci di Noi Adesso Pis@, che in queste settimane si è sempre schierato al fianco dei commercianti - si dica chi e quando ha minacciato qualcuno, si individui l'autore delle minacce e lo si processi senza indugio, altrimenti è propaganda. Penso che invece si dovrebbe mettere 'sotto scorta' i bancarellai per difenderli dalla amministrazione comunale. Ho seguito da vicino tante fasi della protesta e, a parte qualche urlo ogni tanto, non ho mai visto atti o comportamenti che facessero pensare ad una deriva violenta".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sindaco sotto scorta, dubbi e perplessità in città: "Chi è l'autore delle minacce?"

PisaToday è in caricamento