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Scuola, protesta in Prefettura: "Riorganizzare subito la didattica in presenza"

Questa mattina, giovedì 7 gennaio, diverse organizzazioni politiche e sindacali si sono riunite davanti alla Prefettura per chiedere il ripristino della didattica in presenza all'interno delle scuole superiori pisane

Nella mattinata di oggi, giovedì 7 gennaio, in concomitanza con la riapertura dei battenti scolastici dopo la pausa natalizia, una manifestazione organizzata da organizzazioni politiche, sociali e sindacali si è riunita davanti alla Prefettura di Pisa. L'obiettivo è stato evidenziare il disagio e la disparità di trattamento subiti da studentesse e studenti delle superiori, che dovranno attendere il prossimo 11 gennaio per rientrare parzialmente al 50%.

Le organizzazioni che hanno aderito all'iniziativa sono state: Cobas scuola Pisa, Comitato Nazionale Precari Scuola - Pisa, Comitato 'Priorità alla scuola' di Pisa-Pontedera-Livorno, Gilda degli insegnanti Pisa, Il barone rampante - Associazione per lo Stato di Diritto e la Società laica e plurale, Rete studenti medi Pisa - Pontedera, Rifondazione Comunista - Federazione di Pisa, Una città in comune. Tutte hanno espresso il supporto a un ritorno alla didattica in presenza per tutte le alunni e tutti gli alunni di ogni ordine e grado, esprimendo anche preoccupazione per i problemi che si aprono in questa fase.

La manifestazione è avvenuta in contemporanea con il sit-in in Logge di Banchi organizzato dagli esponenti di Rete studenti medi Pisa - Pontedera. "La riapertura delle scuole deve avvenire in condizioni di sicurezza differenti rispetto a quelle che hanno segnato l'avvio dell'anno scolastico, con mezzi di trasporto sovraffollati e un sistema di tracciamento dei contagi da Covid-19 che presto è andato in tilt, contribuendo così a determinare l'interruzione della didattica in presenza per molte studentesse e molti studenti a partire da novembre" affermano in un comunicato le organizzazioni riunite questa mattina.

"Siamo davanti alla Prefettura di Pisa per denunciare la scarsa trasparenza che ha caratterizzato l’organizzazione del 'rientro a scuola' dopo la pausa natalizia, e chiedere al Prefetto in base a quali criteri siano state previste delle corse aggiuntive nel trasporto pubblico locale. Saranno sufficienti a
permettere alle persone di viaggiare senza superare il 50% dei posti a sedere? E quando, auspicabilmente, la percentuale di didattica in presenza alle superiori sarà innalzata, ci sarà un adeguamento della disponibilità di mezzi pubblici?".

I manifestanti chiedono inoltre all'Asl "se sia stato impiegato un maggior numero di operatori sanitari per tracciare i contagi. Non è pensabile che, per gestire una situazione complessa con numerosi casi di positività al Covid-19, siano impiegate poche unità di personale, com'è avvenuto finora. Il rischio è quello di essere costretti a richiudere le scuole poche settimane dopo la riapertura, per l'impossibilità di monitorare le situazioni di rischio. Chiediamo, inoltre, che, dopo il personale sanitario e tutti i soggetti maggiormente a rischio, alle studentesse, agli studenti e a tutto il personale scolastico sia data priorità nella distribuzione di vaccini anti-Covid".

"L’attuale delicatissima fase di gestione dell’epidemia a tutti i livelli richiede un’assunzione di responsabilità collettiva da parte non solo delle istituzioni ma anche delle realtà sociali e di tutte e tutti le cittadine e i cittadini - proseguono - questo può avvenire solo attraverso una comunicazione trasparente dei dati epidemiologici, la costruzione di percorsi decisionali autenticamente condivisi e la diffusione tempestiva e motivata alla cittadinanza delle decisioni assunte".

I manifestanti sottolineano i cardini della loro protesta: "Ci battiamo per una riduzione consistente del numero di alunne e alunni per classe, per aumentare la nostra sicurezza e migliorare la qualità della didattica. Chiediamo spazi più adeguati per fare lezione, con un piano straordinario nazionale per l'edilizia scolastica che sfrutti le risorse europee per permettere agli istituti di svolgere le proprie attività in strutture più capienti e più efficienti. Affinché si possano mettere in atto tali misure, è necessario prevedere, già per il prossimo anno, l'incremento dell'organico scolastico sia docente che ATA".

Infine, una richiesta alle istituzioni e un appello: "Vogliamo che anche gli enti locali, a partire dal Comune di Pisa, facciano la loro parte, mettendo a disposizione tanti spazi pubblici attualmente in disuso a favore delle istituzioni scolastiche. Per questi motivi, facciamo appello a tutto il mondo della scuola per una mobilitazione sabato 16 gennaio alle 16 in piazza XX Settembre a Pisa. Saremo davanti alla sede del Comune che, in occasione dell'approvazione del bilancio 2021, ha bocciato un ordine del giorno che chiedeva un impegno dell'amministrazione per la messa a disposizione dei propri spazi dismessi per finalità didattiche".

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