Covid e senza fissa dimora: 32 posti letto anche nella 'fase 2'

Confermato dalla Sds della zona pisana il modello operativo adottato nel corso del lockdown

Il dormitorio di via Conte Fazio

Anche nella 'fase 2' rimangono 32 i posti letto dedicati ai senza fissa dimora dalla Sds Pisana. Lo annuncia la presidente e assessore al Sociale del Comune di Pisa, Gianna Gambaccini. "Fin dai giorni subito successivi al lockdown abbiamo incrementato i posti letto, passando da 24 a 32, e aumentato anche le strutture d’accoglienza per consentire di rispettare le norme in materia di distanziamento affiancando all’asilo notturno di via Conte Fazio, che ha continuato ad accogliere venti persone, l’ex centro d’accoglienza di via Livornese, per complessivi 8 posti, e il centro polifunzionale 'Binario Zero', dove ne sono stati ricavati altri quattro. Anche nella 'fase 2' continueremo a mantenere questo modello organizzativo, collaborazione con la Polizia Municipale compresa".

Riguarda alla 'fase 1' la Gambaccini fa sapere di aver fatto "sottoporre a tampone ospiti e operatori: tutti negativi. E fra i pisani senza dimora abbiamo contato solo due casi di positività". Dunque anche nei prossimi mesi Pisa continuerà ad avere tre strutture d’accoglienza per persone senza dimora, gestite dalla cooperativa 'Il Simbolo' e rimarranno in piedi anche le misure messe in campo per ridurre la diffusione del contagio: non più di due posti letto per ciascuna camera e turni a colazione, pranzo e cena, cucinati appositamente per le tre strutture, che continueranno a essere assicurati a tutti gli ospiti. Poi la fornitura di mascherine, guanti e gel igienizzante, abiti e indumenti intimi. E cartelli informativi appesi alle pareti delle strutture.

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Per chi non potrà essere ospitato nelle tre strutture proseguirà il lavoro dell’Unità di Strada, gestita dalla cooperativa Arnera: ogni sera, dal lunedì al venerdì, sono distribuiti una cinquantina di pasti grazie anche alla collaborazione dell’associazione 'Amici della Strada' che copre il mercoledì sera, mentre nei restanti giorni provvedono gli operatori. Prevista anche la consegna di mascherine, guanti, gel igienizzante e materiale informativo in varie lingue. Nei primi giorni di marzo è proseguita anche la consegna di sacchi a pelo e coperte, interrottasi quando la temperatura hanno cominciato ad alzarsi.

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