Il ricercatore Pietro Dindo
Cronaca

Se il comportamento dell’'homo oeconomicus' appare imprevedibile, un progetto indaga le sue relazioni con mercati, imprese, investitori

Il ricercatore pisano Pietro Dindo ha vinto un prestigioso "grant" nell'ambito del progetto "Marie Curie" e rientrerà all'Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant'Anna dopo due anni negli Usa alla "Cornell University", appartenente alla prestigiosa "Ivy League"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Mercati, imprese, investitori, consumatori e loro comportamenti, previsti o imprevedibili: sarà il ricercatore Pietro Dindo a sviluppare un progetto di ricerca legato a questi temi, dopo aver vinto un importante "grant" nell'ambito del programma europeo "Marie Curie - International Outgoing Fellowship" che lo porterà a soggiornare tanto negli Usa quanto in Italia. Pietro Dindo, che attualmente è ricercatore del Dipartimento di Economia e Management dell'università di Pisa dopo essere già stato ricercatore della Scuola Superiore Sant'Anna, ha scelto l'Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant'Anna come base per svolgere la sua attività durante i tre anni del progetto, intitolato "Market Selection and Aggregate Economic Outcomes". Il Sant'Anna ha già ospitato ricercatori che hanno vinto una "Marie Cuire Fellowhip", ma questa è la prima volta in cui ne ospiterà uno, come Pietro Dindo, nell'ambito del programma "International Outgoing", la cui caratteristica è di mettere in collaborazione istituzioni universitarie europee con altre extra-europee. Per i primi due anni del progetto, quindi fino a luglio 2015, Pietro Dindo sarà "visiting scholar" negli Usa, presso il Dipartimento di Economia della "Cornell University", appartenente alla prestigiosa "Ivy League". Il terzo anno rientrerà all'Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant'Anna, dove lavorerà a fianco di Giulio Bottazzi, ordinario di politica economica. "Obiettivo del progetto - spiega il ricercatore - è determinare sotto quali condizioni operino i mercati competitivi selezionando imprese, investitori e consumatori che agiscono secondo i dettami del paradigma del cosiddetto 'homo oeconomicus', ovvero razionalità, cura esclusiva degli interessi individuali, e assenza di errori di previsione persistenti, e quando invece ciò non avvenga. In quest'ultimo caso - aggiunge - l'obiettivo è anche individuare le eventuali conseguenze che la mancata selezione abbia per l'economia aggregata, ad esempio in termini di maggior volatilità degli indici azionari o di un modificato livello di crescita, di valutarne l'impatto; qualora l'impatto risulti negativo, il progetto indicherà quali politiche adottare per mitigarne gli effetti".

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