Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Storia, l'appello: "Si ricordi la Seconda Repubblica Pisana"

L'associazione Amici di Pisa ripercorre le tappe che portarono al 9 novembre 1494 ed invita i cittadini ad esporre la bandiera pisana

L'ssociazione 'Amici di Pisa' ripercorre la storia della città e ricorda che il 9 novembre ricorre la celebrazione della 'Seconda Repubblica Pisana', vissuta per 15 anni dopo la conquista di Firenze.

Nel 1494 infatti proprio in quella data ci fu l'insurrezione, festeggiata dalle tre Associazioni Pisane, le quali si auspicano che diventi un appuntamento fisso per chi ama Pisa e la sua storia, un momento possibilimente di rappresentazione storica cittadina volto ad informare gli abitanti di Pisa e provincia. Da qua anche l'appello ad esporre su balconi e finestre la bandiera pisana, a testimoniare anche la volontà di rilancio della città.

STORIA. Nel 1494 Carlo VIII Re di Francia giunse in Italia per conquistare il Meridione, sul quale vantava diritti di successione: il viaggio di ritorno poteva essere insidioso e denso di pericoli, quindi il re francese pensò di farsi degli alleati durante il viaggio d'andata. La sera dell'8 novembre il Re venne ricevuto a Pisa nel palazzo Giuli Rosselmini Gualandi sul Lungarno Gambacorti (oggi Palazzo Blu), allora di proprietà di Giovanni Bernardino Dell'Agnello. La tradizione orale narra che dopo il ricevimento prese la parola una bellissima ragazza vicarese, Loisa Del Lante, la quale convinse, con un accorato appello, il Re a restituire la libertà alla Repubblica Pisana.

Leggenda o verità, Pisa venne liberata e la gioia dei pisani fu incontenibile. I fiorentini, che occupavano la città alfea dal 1406, vennero cacciati violentemente e tutto il contado pisano si ribellò: Buti, Vecchiano, Ripafratta e tutta la Valdiserchio, Vicopisano, Cascina, Calcinaia, Bientina e Calci, i castelli di Lari, Cevoli, Guardistallo, Palaia, Ponsacco, Peccioli, Riparbella, Lorenzana, Santa Luce, Usigliano, Morrona, Terricciola, Chianni, Soiana e molti altri castelli pisani che oggi formano le province di Pisa e di Livorno.

Seguirono 15 anni di guerre, massacri, deportazioni: a Pisa affluirono nel 1499 molti abitanti della Provincia, che insieme ai cittadini resistettero eroicamente alla fame, alle cannonate e alla conseguente carestia. Ma alla fine non restò che la resa, firmata nel maggio del 1509. I pisani prigionieri vennero rilasciati e i fiorentini rientrarono in Pisa l'8 giugno, ponendo fine alla Seconda Repubblica Pisana ma concedendo l'onore delle armi ai cittadini alfei.

Nel corso di questa guerra i fiorentini distrussero la maggior parte delle fortificazioni militari e gran parte dell'arredo urbano di Pisa e di molti paesi del territorio, come Calci, Buti, Ponsacco. Tanti pisani lasciarono la città, preferendo 'ire sparsi per lo mondo prima di soggiacere a Firenze', ma anche la Repubblica Fiorentina, indebolita da questa guerra, trovò la sua fine nel 1530 grazie all'avvento al potere dei Medici, che dettero vita al Granducato di Toscana.

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