Ex Colorificio, il PD resta sulla sua posizione: "Nessuna nuova iniziativa del sindaco è possibile"

Dopo l'appello di molte personalità di spicco, il Municipio dei Beni Comuni aveva chiesto un intervento dell'amministrazione comunale per scongiurare il sequestro dell'immobile, sancito dal tribunale di Pisa

Nessun ripensamento. L'ex Colorificio deve essere sgomberato come previsto dalla sentenza del tribunale. Resta sulle posizioni già espresse in passato il Partito Democratico che con Ferdinando De Negri, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Andrea Ferrante, segretario comunale, e Francesco Nocchi, segretario provinciale, interviene sulla vicenda dello stabile di proprietà della J Colors, sulla quale gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni, dopo aver ricevuto l'appoggio di urbanisti, giuristi, intellettuali, associazioni e comuni cittadini, chiedono a gran voce l'intervento del sindaco e dell'amministrazione comunale per permettere allo spazio abbandonato, ora tornato a nuova vita, di continuare ad essere un importante centro di socializzazione.

"Esprimiamo considerazione per il rilievo sociale e culturale delle iniziative del Municipio dei Beni Comuni, ma anche la ferma convinzione che la soluzione alle istanze poste dagli occupanti non possa essere trovata al di fuori della legalità e del rispetto dei diritti di tutti - affermano i tre rappresentanti del Partito Democratico - in quest'ottica in Consiglio Comunale è stata votata a larga maggioranza, anche con il consenso del Pd e del sindaco, una mozione che impegnava l'amministrazione comunale alla ricerca di una intesa tra proprietari ed occupanti dell'ex Colorificio. Il sindaco ha, correttamente, adempiuto al mandato e riferito sugli esiti dell'incontro avuto con la proprietà, prendendo atto della determinazione di questa a vantare pienamente i propri diritti".

"Ora - proseguono dal Partito Democratico - vista la successiva sentenza del tribunale di Pisa che accoglie le istanze dei proprietari e dispone il sequestro dell'immobile, riteniamo che questa vada eseguita nel rispetto delle regole della convivenza civile. La discussione che si è innescata sulla funzione della proprietà nel vigente impianto costituzionale, per quanto rispettabile, appare piuttosto astratta e sostanzialmente non rilevante sul piano delle concrete scelte amministrative. Per questo - concludono - nella convinzione che sia giusto e opportuno rispettare le prerogative delle differenti autorità e istituzioni, crediamo che l'amministrazione comunale non possa sul contenzioso creatosi assumere alcuna nuova iniziativa".

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