Crisi, un aiuto per chi è in difficoltà: firmato il protocollo tra 52 enti

L'accordo istituisce un 'Servizio di ascolto e sostegno' dei soggetti che versano in situazioni di disagio. Il servizio riceverà dai centri di ascolto antiracket e antiusura e dagli sportelli di aiuto del territorio le segnalazioni dei casi irrisolti

Sottoscritto ieri mattina al Palazzo del Governo un Protocollo d’intesa tra il prefetto Tagliente e 52 rappresentanti di Istituzioni, Amministrazioni, Enti, Associazioni e Aziende che collaboreranno alla creazione di una 'rete' finalizzata all’ascolto e al sostegno dei titolari di piccole imprese, lavoratori autonomi, professionisti e di quanti manifestino una situazione di disagio riconducibile all’attuale situazione di crisi economico-finanziaria.

“La sottoscrizione del Protocollo - ha affermato il prefetto - rappresenta un importante segnale dell’attenzione che il territorio ha voluto dedicare a una tematica di grande attualità. La crisi attuale in cui versano persone, famiglie, operatori e imprese ha effetti negativi sulle forze sociali ed economiche che possono favorire i circuiti dell’illegalità, e spesso alimentare pericolose situazioni di disagio e di scoraggiamento, che possono sfociare in imprevedibili comportamenti, anche autolesionistici”.

L’intesa prevede la costituzione, presso la Camera di Commercio, di un 'Servizio di ascolto e sostegno' che riceverà dai centri di ascolto antiracket e antiusura e dagli sportelli di aiuto del territorio le segnalazioni dei casi irrisolti, che verranno affrontati da un team composto dai rappresentanti dei soggetti firmatari coinvolti a seconda della tipologia e della natura della problematica segnalata e che opererà a titolo di volontariato sociale.

L’U.O. di Psicologia clinica dell’Azienda Ospedaliera Pisana garantirà la propria qualificata consulenza in tutti i casi in cui questa risulti necessaria per la presenza di condizioni di sofferenza psicologica o di patologia, e laddove l’intervento psicologico possa comunque favorire un approccio positivo dell’utente alla situazione di difficoltà.

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“Il protocollo - ha concluso Tagliente - nasce dalla condivisione della necessità di dedicare particolare attenzione all’ascolto di chi manifesta una situazione di disagio non soltanto di tipo economico, nella convinzione che ciò possa contribuire a ridurre la sofferenza, personale e familiare, ed impedire gravi conseguenze sociali, scongiurando il diffondersi di fenomeni criminosi come l’usura o di altre forme di illegalità economica”.

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