Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Crisi, il Servizio di ascolto aiuta davvero: ecco la voce di chi è uscito dal tunnel

Un incontro in Prefettura per fare il punto sull'attività del Servizio di ascolto e sostegno e per dare spazio alle testimonianze di chi si è rivolto con fiducia ai vari sportelli ed è riuscito a risolvere i propri problemi

"Se i periti delle assicurazioni avessero continuato a rinviare la data della consegna della perizia, allungando i tempi della liquidazione dei danni causati dall'incendio della fabbrica di mobili, avrei rischiato il fallimento, con 10 famiglie di dipendenti in mezzo alla strada" dice Giotto Masi, titolare di un'azienda di mobili per arredamento, mentre aspetta con altre persone di essere sentito dal Servizio di ascolto e sostegno. "Cinque banche mi avevano anticipato che non potevano più attendere e una di queste aveva già bloccato il rinnovo del mutuo - ha aggiunto l'imprenditore - il prefetto si è interessato, anche con l'Ordine degli Avvocati, e la situazione si è finalmente sbloccata. Con uno degli Istituti di credito è intervenuta anche l'Associazione bancaria, così mi hanno rinnovato il mutuo. Mi ritengo fortunato. Se non mi fossi rivolto al Servizio non so cosa ne sarebbe stato della mia famiglia e di quella dei miei dipendenti".

"Ero stata costretta a chiudere il ristorante. Negli ultimi due anni la situazione economica è precipitata. Mi sono trovata in difficoltà con Equitalia e con alcuni fornitori di servizi. Non riuscivo a pagare le bollette e l'ASA mi aveva tolto l'acqua. Il prefetto, informato dal sindaco della mia situazione anche familiare, mi ha convocato e, dopo avermi ascoltata, insieme agli altri del Servizio di Ascolto mi ha fatto 'frazionare le bollette' e riattivare l'acqua. Ora due avvocati mi stanno assistendo per risolvere i problemi che mi ha creato la Banca e, intanto, al ristorante iniziano ad arrivare le prenotazioni: a giorni verranno a cena i Lions mandati dal prefetto". Questa invece la testimonianza di Petronilla Carbone, titolare del Ristorante 'Il Geco', al km 14 della strada che da Cecina porta a Volterra. Anche lei aspetta in Prefettura di essere ricevuta dal Servizio.

"Finalmente il Ministero dell'Agricoltura ha iniziato a pagarmi. Ho riscosso le prime rate. Sto continuando a lavorare grazie al Servizio di ascolto. Equitalia mi aveva pignorato la macchina e due box. Sono grato al prefetto Francesco Tagliente, alla dottoressa Giuliana Grison della Camera del Commercio, al direttore pisano di Equitalia Renato Biasi e alla dottoressa Stefania Mastromarino del Mibac per essersi occupati del mio caso" dice Gladio Romano Cirini, un allenatore di cavalli da corsa a Pisa, tornato in Prefettura solo per riferire che ha ricevuto i soldi e per ringraziare: "Mi hanno ridato la speranza di poter superare queste difficoltà - prosegue - con un credito vantato verso il Ministero dell'Agricoltura e un'esposizione debitoria di 30.000 euro con Equitalia, se non si fosse interessato il prefetto, avrei dovuto perdere anche i cavalli. Ci sono stati momenti in cui guardando avanti vedevo il buio, ora finalmente vedo in fondo la luce".

Queste le testimonianze delle persone, presenti oggi in Prefettura, che hanno accettato di rendere pubblica la loro vicenda personale, per far sapere a chi si trova in pericolo che rivolgendosi al Servizio di Ascolto, istituito dal prefetto Tagliente con la collaborazione di enti e istituzioni, si può ottenere sostegno.

Ci sono tante altre persone, in attesa di essere ascoltate dal 'Servizio', che hanno chiesto di mantenere la riservatezza.
Molti altri casi drammatici, come quello del titolare di un bar di Pisa che, giorni fa, si è presentato dal Direttore territoriale del lavoro Annamaria Venezia, dicendo di non essere nelle condizioni di pagare. E' ancora scosso dalla notizia del suicidio del panettiere campano. 

Nei primi cinque mesi dalla sua istituzione il Servizio di Ascolto e Sostegno dei soggetti che versano in situazioni di disagio, originate da motivi economici o comunque riconducibili alla situazione di crisi, ha gestito moltissime criticità complesse. Le situazioni esaminate hanno messo in evidenza la crescita del fenomeno del sovraindebitamento familiare ed imprenditoriale. A soffrire sono le attività di ristorazione e di somministrazione di bevande, come ristoranti e bar, e le attività legate all'artigianato edile. Nello stesso periodo, ai Centri (sportelli) territoriali di ascolto sono arrivate un migliaio di richieste di aiuto. Le cause più frequenti che determinano la crisi delle imprese sono: la contrazione del numero dei clienti e quindi dei ricavi, che aumenta l'incidenza dei costi fissi, la difficoltà ad ottenere un credito bancario, a cui si aggiunge una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari da parte dell'imprenditore stesso, che vive la crisi delle propria impresa con una sensazione di scoraggiamento psicologico, pericoloso per sé e per la sua famiglia.

COME ACCEDERE AL SERVIZIO. Per evitare incertezze sulle procedure da seguire per ottenere ascolto e assistenza, il Prefetto Tagliente ha chiarito che il Servizio si configura come l'elemento di raccordo tra la rete dei Centri di ascolto territoriali, dove vanno indirizzate in primo luogo le richieste di aiuto.
Nelle situazioni di particolare gravità e complessità, gli Sportelli territoriali segnalano il caso alla segreteria del Servizio, che convoca un'apposita riunione con i soggetti, di volta in volta, ritenuti competenti per il caso in esame (Unità Operativa di Psicologia Clinica, Agenzia delle Entrate, Equitalia, INPS, INAIL, Ordini Professionali di avvocati e commercialisti, Associazione Bancaria ed altri professionisti che fanno parte della rete), allo scopo di valutare congiuntamente gli interventi che, nei limiti del quadro normativo, consentano di portare alla soluzione dei problemi all'origine del disagio. Nei casi ritenuti più complessi le riunioni vengono presiedute direttamente dal prefetto.

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