Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico

Sesta Porta, contenzioso fra INGV e Comune: nessun aiuto dal Ministero

All'interpellanza urgente del deputato pisano Fontanelli risponde il Sottosegretario di Stato Gabriele Toccafondi: "Sulla vicenda si attendono le decisioni dell'autorità giudiziaria". Inascoltate le parole dell'ex-sindaco: "Risposta insufficiente"

Un gioco fra le parti dove chi paga lo deciderà il tribunale. La risposta del Governo all'interpellanza di Fontanelli sulla responsabilità precontrattuale dell'INGV nei confronti della società Sviluppo Pisa è stata tutt'altro che incoraggiante. In rappresentanza del Ministero dell'istruzione, università e ricerca è intervenuto il Sottosegretario di Stato Gabriele Toccafondi, il quale prima ha escluso che i poteri di vigilanza del Ministero possano estendersi ad una qualsiasi possibilità di influenza sulla decisioni dell'INGV, e poi ha rimandanto "ogni eventuale determinazione" a seguito delle decisioni dell'autorità giudiziaria. In pratica un secco no alla richiesta di intervento da parte dell'ex-sindaco di Pisa.

Eppure la gravità della problematica è ben compresa dal Ministero. Lo stesso Toccafondi ha accolto le rilevazioni di Fontanelli in merito al fatto che "l'esito della vicenda giudiziaria potrebbe effettivamente incidere negativamente sui bilanci e sull'attivita? dell'ente vigilato dal Ministero", poiché a seguito del contenzioso, oltre alle spese processuali, potrebbero comunque aggiungersi al bilancio passivo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia i 9 milioni di euro pattuiti il 14 maggio 2009 con la Sviluppo Pisa srl, società controllata al 100% da capitale pubblico del Comune di Pisa e creata appositamente per realizzare il progetto Sesta Porta. 

La temporeggiante presa di posizione del Ministero è dovuta alla ricostruzione degli eventi fornita dal Sottosegretario. Nel 2010 sarebbero infatti intercorsi per l'INGV tagli ai finanziamenti che avrebbero causato la riconsiderazione dell'acquisto della nuova sede. Dichiara Toccafondi che "a seguito di tali circostanze l'Istituto ha chiesto alla societa? Sviluppo Pisa Srl di rivedere le condizioni contrattuali dal punto di vista del costo complessivo e del volume dei locali da acquisire e, a fronte del rifiuto da parte della suddetta societa?, ha deciso di porre la questione davanti all'autorita? giudiziaria, sul presupposto che il contratto preliminare del 2009 possa essere stato concluso in violazione della normativa sui contratti pubblici".

La situazione attuale resta quindi immutata: i lavori sono praticamente ultimati e resta l'obbligo di pagamento da parte dell'INGV dei 9 milioni, con tale istituto che si rifiuta di farlo perché l'opera, seppure realizzata secondo le sue indicazioni, "non sarebbe più collimante ?– si legge nelle missive inviate alla società pisana – con i programmi strutturali dell'Ente e con le risorse attualmente disponibili". Il Ministero con la risposta all'interpellanza non ha dato indicazioni nel senso del pagamento, limitandosi a voler attendere gli esiti del contenzioso. A Fontanelli non è rimasto che invitare il Sottosegretario a "provare a vedere di mettere in piedi rapidamente un confronto fra il comune, la societa? Sviluppo Pisa e INGV per vedere se e? possibile trovare un punto di accordo e di intesa".

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