Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Settis, Mattei, Maddalena e tanti altri importanti giuristi per l’uso collettivo del Distretto 42

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Considerato che il venir meno di una esigenza difensiva ha determinato l’abbandono della Caserma Curtatone, è legittimo pretendere che questo bene torni ad essere patrimonio, per scopi diversi, della collettività, convinti che rispetto alla gestione dei beni pubblici lo Stato debba comportarsi nell’interesse della comunità che rappresenta. In questo processo, il primo interesse che va verificato è quello della cittadinanza pisana, proprio perché, nella logica della sussidiarietà, il livello comunale si rivela quello più adatto e vicino a raccogliere le sensibilità di un uso pubblico”.

E’ questo uno dei passi più importanti dell’appello che un gruppo di giuristi, costituzionalisti e esponenti del mondo della cultura - Ugo Mattei, Luca Nivarra, Maria Rosaria Marella, Paolo Maddalena, Salvatore Settis, Alberto Lucarelli, Tomaso Montanari, Enza Pellecchia -  ha sottoscritto a sostegno dell’esperienza nata lo scorso 15 febbraio a Pisa con la riapertura e rigenerazione da parte del Municipio dei Beni Comuni dell’ex-distretto militare ora ribattezzato “Distretto 42”.

Di seguito il testo del documento.


"L’ex Caserma Curtatone e Montanara risulta "dismessa" a partire dal 1994 e, comunque, non attiva dall’ottobre 2005: si tratta quindi di un bene demaniale che non persegue più la propria finalità istituzionale a cui era destinato, non essendo effettivamente utilizzato.
L’idea che lo Stato debba essere titolare di un proprio patrimonio è legata alla necessità di rispondere a bisogni collettivi: lo stesso art. 42 della Costituzione ha riferito la funzione sociale alla sola proprietà privata, ritenendo sufficiente la titolarità pubblica di certi beni per il raggiungimento del medesimo scopo che suddetta clausola si proponeva.
Per tanto, considerato che il venir meno di una esigenza difensiva ha determinato l’abbandono della Caserma Curtatone, è legittimo pretendere che questo bene torni ad essere patrimonio, per scopi diversi, della collettività, convinti che rispetto alla gestione dei beni pubblici lo Stato debba comportarsi nell’interesse della comunità che rappresenta. In questo processo, il primo interesse che va verificato è quello della cittadinanza pisana, proprio perché, nella logica della sussidiarietà, il livello comunale si rivela quello più adatto e vicino a raccogliere le sensibilità di un uso pubblico.
Questo ragionamento si inscrive in un percorso giuridico ben più ampio, sostenuto da autorevolissima dottrina (vedi per tutti: Paolo Maddalena, Per una teoria dei beni comuni, in MicroMega, n. 9 del 2013, p.91 ss.) e, nei suoi profili applicati, anche da alcune Amministrazioni comunali, le quali, in base soprattutto alle Sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 2011, sul tema delle Valli di pesca della laguna veneta (che affermano la appartenenza al popolo anche di beni non demaniali, come il paesaggio), stanno seguendo una lettura aggiornata dell'articolo 42 della Costituzione, sulla cui precettività non si è avuto alcun dubbio.
Del resto, se partiamo dalla premessa secondo cui il territorio appartiene al popolo a titolo di sovranità, ne deriva che l'appartenenza di terreni ed immobili a titolo di proprietà privata a soggetti pubblici o privati, trova fondamento nella stessa manifestazione di volontà del popolo sovrano, il quale "cede" determinate zone di territorio per l'uso esclusivo di detti soggetti. Lo precisa l'art. 42 della Costituzione, secondo il quale "la legge riconosce e garantisca la proprietà privata allo scopo di assicurarne la sua funzione sociale". Proprio per questa ragione, l'appartenenza del territorio al popolo è evidentissima nel caso di beni demaniali, che, come da tempo ha osservato Massimo Severo Giannini, sono "proprietà collettiva demaniale" del popolo stesso.
È necessario accelerare il trasferimento della Caserma al Comune di Pisa, il quale potrà poi destinarlo ad usi sociali, raccogliendo così la richiesta che, in questi giorni, muove con forza dalla cittadinanza".

Prof. Ugo Mattei
Prof. Luca Nivarra
Prof.ssa Maria Rosaria Marella
Prof. Paolo Maddalena
Prof. Salvatore Settis
Prof. Alberto Lucarelli
Prof. Tomaso Montanari
Prof.ssa Enza Pellecchia

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