Alberghi a Pisa, il 40% delle strutture è ancora chiuso: "Ripresa ancora lontana"

Il presidente di Federalberghi Pisa, Andrea Romanelli: "Occupate solo 3 camere su 10 e le previsioni continuano ad essere negative: nel 2020 in fumo l'80% del fatturato"

"Per il momento non c'è nessun segnale di ripresa seria. E le previsioni continuano ad essere tristi". E' la situazione delle strutture alberghiere pisane a circa un mese dalla 'ripartenza', così come descritta da Andrea Romanelli, presidente di Federalberghi Pisa. In realtà il lockdown non ha imposto la chiusura delle strutture ricettive, "ma quasi tutti - sottolinea Romanelli - hanno chiuso spontaneamente a cusa dell'assenza di clienti".

Il quadro è desolante: "Circa il 40% delle strutture cittadine è ancora chiuso - afferma il presidente di Federalberghi Pisa - e chi lavora, nel migliore dei casi, ha solo il 30% delle camere occupate, almeno in città. La situazione è un po' migliore sul litorale, dove si tra luglio ed agosto si potrà raggiungere il 60/70% di occupazione, ma anche in questo caso bisogna considerare che tutta l'attività si concentrerà solamente in questi due mesi, con ripercussioni molto forti anche sulle assunzioni di stagionali". Difficoltà che si aggiungono a quelle vissute dagli albergatori nel periodo del lockdown, "quando abbiamo avuto cancellazioni delle prenotazioni fino al 98% delle camere. Alla fine dell'anno - prosegue Romanelli - contiamo di perdere circa l'80% del fatturato rispetto al 2019 e la ripresa, essendo ottimisti, si inizierà a vedere non prima del 2021, per poi forse tornare ai numeri pre-Covid nel 2022". 

Le speranze per gli albergatori pisani sono legate alla ripresa dei collegamenti di Ryanair da e per il Galilei . "Per il momento - continua il presidente di Federalberghi Pisa - alla ripresa dei voli non corrispondono nuove prenotazioni. E' comunque ancora presto per capire che effetto potranno avere sul turismo cittadino". A pesare è anche l'impossibilità di fare una programmazione. "Come albergatori - prosegue Romanelli - valutiamo i dati storici, calibrando il servizio in base alle prenotazioni e agli spostamenti degli anni precedenti, e anche in base all'opportunità di sviluppo dei collegamenti aeroportuali. Il Covid ha sconvolto tutto, rendendo di fatto impossibile programmare una strategia. Si va avanti 'un po' a caso' per tentativi. E questa situazione andrà avanti sicuramente ancora per un po' di tempo".

Secondo Romanelli risultano "inconsistenti" anche i vari interventi a sostegno del settore. "E questo a tutti i livelli - afferma Romanelli - a partire dallo Stato, fino ad arrivare a Regione e Comune". Poche aspettative anche dal Bonus Vacanze che "inciderà qualcosina sulle strutture ricettive dei luoghi di villeggiatura, ma per niente su quelle delle città d'arte. Bisogna considerare - continua il presidente di Federalberghi Pisa - che è un incentivo che prevede diverse difficoltà burocratiche e soprattutto che considera gli alberghi come delle banche: in sostanza siamo noi ad anticipare l'80% delle spese sostenute dal cliente, scontandole poi in futuro come credito di imposta. Il problema è che siamo fermi già da tre mesi e abbiamo già sostenuto diverse spese per adeguarci ai protocolli anti-Coronavirus: non abbiamo più liquidità. Non ho ancora dati ufficiali ma sono sicuro che saranno pochissimi gli alberghi pisani che aderiranno all'iniziativa".

Romanelli rilancia quindi le proposte già avanzate all'amministrazione comunale "e per il momento scartate perchè, ci hanno detto, non ci sono soldi". Tra queste, quella principale, rimane quella del 'Pisa travel bond' "un progetto da sostenere con le risorse provenienti della tassa di soggiorno. In sostanza - conclude Romanelli - per ogni 100 euro di spesa nelle strutture ricettive del Comune, il cliente riceverebbe un buono del valore di 50 euro, che potrebbe essere utilizzato prolungando il soggiorno nella struttura ricettiva prenotata, oppure essere speso nelle attività commerciali del Comune di Pisa. Una misura secondo noi innovativa e concreta per incentivare gli arrivi e rigenerare l'indotto turistico".

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