Sgombero dei campi rom: "Basta razzismo, serve inclusione sociale"

E' quanto afferma l'associazione 'Nazione Rom' dopo i recenti sgomberi che hanno visto protagonista anche il nostro territorio con i casi di Pisa e Cascina: "E' necessario convocare un tavolo urgente"

La sindaca Cecacrdi si fa fotografare su una ruspa durante uno sgombero

Convocare un tavolo urgente per definire un piano di inclusione sociale per tutte le famiglie di Cascina, Ponsacco, Firenze e della Regione Toscana. E' quanto chiede l'associazione 'Nazione Rom' in seguito ai recenti sgomberi di campi nomadi avvenuti sul territorio pisano e non solo.

"La questione dello sgombero delle famiglie Rom - scrive in una nota l'associazione - ha aperto una crisi a Cascina e nella Regione Toscana. Dopo i recenti atti perpetrati a Navacchio, vari esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, sindaci e pubblici amministratori hanno criticato l'operato della giunta a guida leghista e le ruspe che hanno distrutto precarie abitazioni e baracche, senza garantire alcun percorso di inclusione sociale ai bambini ed agli adulti, ai loro padri e madri".

Un comportamento che l'associazione definisce però "strano" se è vero che "fino a ieri erano loro a farsi fotografare sulle ruspe della distruzione". L'associazione cita poi una serie di sgomberi avvenuti nella nostra regione (tra cui Massa, Carrara, Prato e Pisa) e a livello nazionale. Episodi che hanno in comune il fatto di non aver previsto "nessuna inclusione, nessuna proposta che salvaguardasse l'unità familiare da parte dei servizi sociali. Ad oggi vediamo tanta ipocrisia da parte della politica e nessun rispetto per l'umanità". 

L'associazione cita quindi una serie di accordi, nazionali e sovrannazionali, sottoscritti dall'Italia per l'inclusione dei cittadini rom. Accordi però non rispettati. Tra questi l'ultimo è quello ratificato "il 5 novembre 2015, un Accordo nazionale tra la Presidenza del Consiglio, Regioni e Enti Locali, con interventi volti a ridurre la marginalità estrema".

"Non rispettata - prosegue l'associazione - dai sindaci Ceccardi e Nardella, la stessa direttiva Piantedosi emanata dal ministero dell'Interno, dove si afferma: 'nella fase successiva allo sgombero, sarà cura degli enti preposti compiere valutazioni più approfondite ed individuare le soluzioni che possono permettere via via di sostenere i percorsi di inclusione sociale delle persone in situazione di fragilità, anche all'interno di complessive strategie di intervento condivise con le regioni'". Da qui la richiesta: "Chiediamo a Viminale, prefetti, Regione e sindaci, la convocazione di incontro con carattere di urgenza, volto al superamento della crisi ed alla definizione di un piano di inclusione sociale duratura per tutte le famiglie di Cascina, di Ponsacco, di Firenze e della Regione Toscana".

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