Cronaca Porta Nuova / Via Montelungo, 70

Ex Colorificio, inizia lo sgombero: i militanti resistono e restano nell'edificio

Sabato mattina le forze dell'ordine, come previsto dalla sentenza del tribunale di Pisa, sono entrate in azione per cercare di convincere gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni a lasciare la struttura spontaneamente

Ciò che era stato annunciato e stabilito dall'ordinanza del tribunale, sta avvenendo questa mattina. Decine di poliziotti e carabinieri hanno circondato intorno alle 8 l'ex Colorificio Toscano, la fabbrica di proprietà della multinazionale JColors, occupata da più di un anno da un cartello di associazioni, che fa capo alla sigla Municipio dei Beni Comuni, che svolgono all'interno attività ricreative, politiche e sociali. Le forze dell'ordine stanno cercando di convincere gli attivisti a lasciare l'immobile spontaneamente visto che nelle scorse settimane il tribunale di Pisa ha accolto la richiesta della proprietà e ha emesso una sentenza di sequestro preventivo. All'interno dell'ex fabbrica al momento vi sono oltre 200 persone tra attivisti e abituali frequentatori della struttura. Sul posto anche alcuni consiglieri comunali.

La polizia ha forzato l'accesso allo stabilimento e ora presidia l'ingresso mentre è stata avviata una trattativa con i militanti, alla presenza del questore Gianfranco Bernabei, per convincerli a uscire spontaneamente. Intanto, all'interno proseguono normalmente decine di attività che, sostengono gli attivisti, ''si svolgono quotidianamente nel Municipio''. I giornalisti per alcuni minuti sono stati autorizzati dalla polizia a visitare l'ex fabbrica per prendere visione direttamente delle attività in corso: c'è la palestra di arrampicata, l'aula studio gremita di studenti, lo spazio ricreativo e quello dei laboratori di giocoleria e danza del ventre. Ma anche il corso d'italiano per migranti, quello di arabo e le lezioni del professor Giorgio Gallo, docente del corso di laurea di Scienze per la pace all'università di Pisa.

"L'azione di stamattina - sottolinea il Municipio dei Beni Comuni - vuole ridurre a ordine pubblico un'esperienza che parla di limiti alla proprietà, di diritti delle comunità, di sostenibilità. La nostra presenza all'interno, nonostante la pressione che proviene dalle forze dell'ordine e dalla proprietà, dimostra che c'è una comunità intera che non è più disposta a scendere a patti con l'arroganza di una società dove l'unica unità di misura è il profitto, i diritti inalienabili della proprietà privata ed il consumo di suolo e delle risorse naturali. Il loro assedio è appena iniziato, il nostro continua da più di un anno e certo non finirà oggi.
 
LA VICENDA. L'ex Colorificio, che si trova a poca distanza da Piazza dei Miracoli, in via Montelungo, fu occupato dagli attivisti delle associazioni dopo che le stesse. quando facevano capo al cartello denominato Rebeldia, furono sgomberate dall'immobile di proprietà comunale in via Cesare Battisti, destinato a un progetto di riqualificazione urbanistica (Sesta Porta). Con il Comune andò avanti per mesi un lungo braccio di ferro conclusosi con un nulla di fatto perché Rebeldia si rifiutò di aderire a un bando pubblico per l'assegnazione di un nuovo spazio, chiedendo invece un'assegnazione diretta da parte del Comune stesso.
 

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