Cronaca Putignano

Putignano, critico il circolo Pd sullo sguardo di vicinato: "Gruppo WhatsApp usato da social-sceriffi"

Il progetto ha tratti che preoccupano il presidio locale del partito: "Molto facile passare da semplici cittadini a giustizieri della notte, l'unico risultato è l'intolleranza"

Dubbi sui risultati e sulle derive che possono avere le chat WhatsAp sulla sicurezza, in particolare quella di Putignano. Il circolo Pd Putignano-Sant'Ermete-Ospedaletto-Coltano affronta il tema dello sguardo di vicinato, in riferimento al progetto attivo da alcuni anni nel quartiere che, per i rappresentanti del partito a livello locale, presenta vari limiti. 

La nota del circolo ripercorre dapprima le tappe del progetto: "Nel 2015, a seguito del sempre crescente numero di furti nelle abitazioni, l'allora questore di Pisa Alberto Francini suggerì un modello di aiuto tra cittadini che prevedeva la collaborazione diretta delle Forze dell'Ordine tramite la creazione di gruppi What's up di abitanti del quartiere che, in rete, potessero segnalare eventuali situazioni di pericolo inoltrandole immediatamente alle Autorità competenti: un sistema piramidale, istituzionale e diretto in cui promuovere lo scambio di informazioni tra i cittadini e le forze di Pubblica Sicurezza, che, è bene ricordarlo, rimangono le uniche dedicate alla tutela della sicurezza delle persone". Da qua la nascita del gruppo 'Sguardo di Vicinato e sicurezza Putignano', "su proposta e per iniziativa di alcuni cittadini che si sono confrontati all'interno del Ctp 3".

Sulle criticità il circolo Pd afferma di base che "non ci sono dati o numeri effettivi che permettano di operare veri confronti rispetto al passato". Poi spiega che "da subito è stato chiaro che questo gruppo presentava molti problemi: prima di tutto, non ha mai avuto un profilo istituzionale definito, perché non aveva né un rappresentante individuato tra i componenti del Ctp 3, né un referente della Polizia Municipale: nella chat non c'è mai stato un rappresentante delle Forze dell'Ordine, laddove la corretta gestione del sistema di collaborazione fra cittadini ed istituzioni preposte al controllo della sicurezza prevedeva, appunto, un dialogo, un confronto e, quindi, rappresentanti di entrambe le parti".

Il cuore della questione è sull'utilizzo della piattaforma: "Quando si tratta di sicurezza - scrive il circolo Pd - è molto facile passare da semplici cittadini a 'giustizieri della notte'. Ed infatti il gruppo si è trasformato ben presto in una sorta di grottesco archivio dei risultati di Social-Ronde fai-da-te, gestito in maniera del tutto improvvisata da Social-sceriffi della Domenica: una piattaforma sociale del risentimento e della paura nel quale veniva segnalato di tutto, con il solo risultato di alimentare una caccia alla streghe costante ed inutile e di generare intolleranza indiscriminata verso lo Straniero, chiunque esso fosse e senza che la maggior parte della situazioni fossero veramente verificabili o meritassero davvero l'intervento diretto delle Forze dell'Ordine".

Gli episodi tipici sarebbero quelli dove persone riprese "magari di spalle e al buio" sono state "sbattute nella chat/gogna perché additate come presunti ladri di turno che scappavano e che, così, suscitavano la consueta litania di offese e minacce, quando l'unica cosa vera da fare sarebbe stata verificare il reale pericolo e trasferire le presunte prove del reato direttamente alle Autorità competenti".

Per questo il circolo Pd intende sottolineare alcuni aspetti da chiarire: "Chi e a quale titolo gestisce i numeri di centinaia di cittadini, come si possano evitare situazioni di protagonismo da parte dei singoli, che sia impedito in modo ufficiale e rigoroso che la chat dia spazio all'espressione o alla messa in opera di atti di pura intolleranza". Per questo propone di "istituzionalizzare lo strumento con referenti chiari delle Forze dell'Ordine riconoscibili dai cittadini ed evitare che strumenti di questo tipo siano oggetto o strumento di propaganda politica".

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