Sicurezza a bordo degli autobus, i sindacati: "Alle parole seguano i fatti"

Fit-Cisl e Faisa-Cisal chiedono alle istituzioni di aprire un tavolo per risolvere il problema: "Bene la mozione approvata dal Consiglio Provinciale ma servono azioni concrete"

"Molto bene la proclamazione di intento, ma adesso alle parole seguano i fatti". Le segreterie provinciali di Fit-Cisl e Faisa-Cisal esprimono soddisfazione in merito alla mozione di sostegno e attenzione al tema della sicurezza per i lavoratori degli autobus espressa all'unanimità dal Consiglio Provinciale. "L'approccio della politica nei confronti del problema - affermano le organizzazioni sindacali - sta finalmente cambiando: si comincia a vederlo come un problema sociale che riguarda tutta la collettività e non come un problema di categoria. Noi sindacati da tempo ripetiamo che gli autobus sono luoghi pubblici e tutto quello che accade a bordo va considerato come se accadesse per strada o in qualsiasi altro luogo pubblico".

I sindacati sottolineano però al contempo l'importanza di passare ad azioni concrete. "Si mettano a disposizione delle aziende - chiedono Fit-Cisl e Faisa-Cisal - i soldi per chiudere le cabine di guida dei conducenti ed installare sui bus i tornelli anti evasione, come altre province in Toscana stanno già facendo. Queste sono le azioni da fare al più presto per evitare il peggio. Secondariamente, ma solo in ordine temporale, ben vengano le telecamere, i corsi anti aggressione e la presenza delle forze dell'ordine a bordo dei mezzi. Siamo pronti sin da subito ad aprire un tavolo con i soggetti interessati perché si possa affrontare e risolvere in fretta il problema, restituendo così ai lavoratori del trasporto pubblico ed ai cittadini la serenità di operare ed usufruire di un servizio considerato essenziale nella società civile".

"Per quanto riguarda la viabilità - proseguono i sindacati - il discorso è molto simile, il nostro plauso all'impegno, ma si passi subito ai fatti. Ad oggi la nostra viabilità risulta troppo spesso incompatibile con la dimensione dei mezzi, con il tipo di servizio erogato, che è più o meno lo stesso dì almeno trenta anni fa, ma soprattutto con le nuove norme del codice stradale, che frequentemente siamo costretti ad infrangere in maniera del tutto incolpevole, soltanto per fare il nostro dovere. Le soluzioni possono essere molteplici, anche a bassi costi o addirittura a costo zero, ma serve dialogo tra istituzioni, aziende e sindacati, che negli ultimi tempi si sono visti escludere senza motivo dai dibattiti importanti. Niente di polemico nei confronti di nessuno - sottolineano Fit-Cisl e Faisa-Cisal -ma solo il desiderio di risolvere in fretta il problema. Pertanto attendiamo fiduciosi le convocazioni per sederci al tavolo deputato alla sicurezza e dare il nostro contributo costruttivo".

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