Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Sicurezza, il Siulp: "Da tempo siamo preoccupati, nessuno ci ascolta"

Dopo l'intervista rilasciata dal dottor Micillo al quotidiano La Nazione, il sindacato della Polizia afferma che manca una vera e propria politica della sicurezza. La colpa? Negligenza delle istituzioni

"Disarmante leggere sui quotidiani locali le parole del questore di Pisa, dottor Micillo, il quale, senza giri di parole, in rifermento ai fatti accaduti negli ultimi tempi a Pisa, definisce alto, il degrado che ha raggiunto la città, in ordine alla sicurezza". Non usa mezzi termini il segretario generale provinciale del Siulp Pisa Vito Giangreco, riferendosi all'intervista al questore pisano pubblicata ieri dal quotidiano La Nazione, intervista in cui Raffaele Micillo esprimeva preoccupazione per una situazione difficile da gestire e per la quale era necessario "un aiuto dall'alto".

"È da luglio scorso - afferma il segretario pisano del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia - che ripetiamo che la sicurezza urbana ha raggiunto livelli di guardia oramai insostenibili ed inaccettabili, al punto da avere parlato di insicurezza vivibile, però contro di noi si sono levati cori che ci vedevano etichettati o troppo misfattisti o troppo critici sulla gestione della sicurezza, oggi con stupore apprendiamo che lo stesso questore e qualche altro sindacato, ammettono lo stato di criticità in cui versa la città di Pisa. Cosicché i numeri e le operazioni sciorinate durante l’ultima festa della Polizia - prosegue Giangreco - lasciano il posto alle preoccupazioni vere; i decaloghi proposti dal primo cittadino, i famosi sondaggi atti a dimostare tutta l’approvazione dei cittadini pisani sulla gestione sicurezza del Comune, lasciano il posto al “grido dei comitati” che con la raccolta di firme tentano di migliorare la vita dei quartieri; tutti in attesa di nuovi strumenti di innovazione tecnologica che possano sopperire alle gravi lacune dovute alla carenza di organico e di mezzi che grava sulle forze di Polizia".

Ma il sindacato si dichiara contrario al trasformare la città della Torre in una sorta di Grande Fratello in cui le telecamere sono presenti ad ogni angolo. "L'uso di telecamere potrebbe scatenare magari involontariamente - sottolinea il segretario generale - quelle manie di apparire da parte anche di soggetti atti a delinquere, mentre siamo sicuri che l’utilizzo di strumenti diversi, quali principalmente le risorse umane, siano l’approccio giusto per combattere il sempre più dilagante sentimento di insicurezza ed alzare mostruosamente il livello di sicurezza".

Il Siulp Pisa, si legge nel comunicato, ritiene oggi più che mai inammissibile dire per tanto tempo che tutto va bene per poi ritrovarsi invece a contrastare una situazione divenuta ingestibile, o risolverla mettendo una pattuglia o una volante in più sul territorio, a tempo determinato. Per il sindacato il vero problema è la mancanza di una vera politica della sicurezza, intesa, non solo come la repressione dei reati, ma attraverso anche una poltica della prevenzione, della mediazione e della integrazione.

"In situazioni come queste - afferma ancora Vito Giangreco - tutti sono bravi a dire che le cose non vanno, preferiamo però interrogarci su cosa è stato fatto dalle varie figure istituzionali, locali e nazionali in tema di sicurezza. Oggi il questore trova lo scatto di reni per dire che le cose non vanno bene, anche se in modo molto generalizzato, ma noi ricordiamo anche tutte le assicurazioni avute alle nostre richieste, perché, diciamocelo chiaramente, in tema di risultati, c’è poco da interpretare o da inventarsi, i risultati, sono come la sicurezza, o ci sono o non ci sono, ed a Pisa di sicurezza se ne percepisce poca. Il Siulp Pisa - prosegue il segretario generale provinciale - ha provato amarezza a leggere certe frasi, con le quali si è affermato che, visto che le forze dell’Ordine sono mal pagate, intervengono lentamente. A costoro rispondiamo che seppur mal pagati le donne e gli uomini in divisa, pur in quelle difficoltà funzionali, gestionali ed operative, intervengono sempre con il massimo spirito di sacrificio e di responsabilità".

 

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