Cronaca

Questura, il Silp denuncia: "Ufficio Immigrazione allo stremo delle forze"

Il Sindacato italiano lavoratori della Polizia di Stato rende nota la situazione di grave ritardo nell'espletamento delle proprie funzioni, congiuntamente all'inadeguatezza dei locali preposti al servizio

"Chiediamo attenzione, e risposte veloci e concrete per risolvere il disagio in cui versa ormai da anni l'Ufficio Immigrazione della Questura di Pisa". E' la richiesta unanime portata all'attenzione del questore e del prefetto di Pisa, Alberto Francini e Attilio Visconti, da parte dei rappresentanti della sigla sindacale SILP-CGIL e della Camera del Lavoro.

RITARDI ENORMI. A fronte di una media annua di richieste di rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati nella provincia di Pisa che si attesta sulle 16mila unità, nel solo anno 2016 sono ben 6mila le pratiche che giacciono ancora inevase sulle scrivanie dell'Ufficio Immigrazione della Questura. "Un dato sintomatico delle gravi lacune nell'organizzazione e gestione delle risorse. Questi ritardi portano ad uno scadimento sia del lavoro degli agenti preposti a queste pratiche, sia delle persone che quotidianamente si recano presso gli sportelli per conoscere gli ultimi aggiornamenti della propria posizione". Tania Benvenuti, segretaria CGIL con delega all'immigrazione, illustra con dovizia di particolari le difficoltà in cui si trova immerso l'ufficio: "Molte delle pratiche sono ferme da quasi sei mesi. Ciò significa che stanno andando incontro all'esaurimento del rinnovo provvisorio in attesa di quello definitivo, mettendo in gravi difficoltà gli immigrati stessi, le loro famiglie e la loro occupazione".

Interviene sull'argomento anche Claudio Meoli, rappresentante di SILP-CGIL di Pisa: "Normalmente i tempi per il rinnovo/rilascio o diniego del permesso sono di 20 giorni. Nessuna questura in Italia rispetta questo termine, ma è altrettanto vero che soltanto a Pisa ci sono dei ritardi così ingenti". Il contorto e complesso iter burocratico ha portato, negli ultimi due anni, anche alla creazione di continue file nei pressi dell'Ufficio Immigrazione, che è dotato di locali inadatti sia all'espletamento delle funzioni a cui è preposto, sia all'accoglienza degli utenti in attesa. Già il 14 marzo 2015 vi fu un presidio di protesta di cittadini extracomunitari davanti al palazzo della Prefettura per denunciare questo tipo di disagi, e nel mese di dicembre scorso lo stesso sindacato ha sottolineato le stesse carenze al questore. "Francini e Visconti si erano presi l'incarico e l'onere di risolvere personalmente e nel minor tempo possibile queste problematiche - conclude Meoli - ma a distanza di sei mesi dall'ultimo incontro non è stata adottata alcuna misura, seppur minima, volta al miglioramento".

UN CIRCOLO VIZIOSO. Questa continua serie di ritardi alimenta a sua volta, a cascata, altri tipi di conseguenze, che si rincorrono creando dei circoli viziosi. I tempi di attesa per il rinnovo del permesso di soggiorno sottraggono tempo ai richiedenti. Ad esempio su un permesso di 24 mesi, i 6 mesi che trascorrono prima della certificazione e validazione del rinnovo vengono detratti alla disponibilità del beneficiario, che così si ritrova ad avere un permesso lungo, di fatto, 18 mesi. Questo lo porta inevitabilmente a recarsi, in futuro, prima all'Ufficio Immigrazione per l'ulteriore rinnovo, accavallandosi a molte altre persone nella sua stessa condizione.

Il carico di lavoro sulle spalle degli agenti preposti all'ufficio aumenta senza sosta, causando quindi inefficienza, stress, disorganizzazione. "La Polizia svolge un compito che non le spetterebbe - concludono Bruno Levantini, altro rappresentante del SILP Pisa, e Marco Noero, segretario regionale SILP - ed è costretta a farlo abdicando alla dignità minima richiesta per qualsiasi lavoro. Inoltre questa disorganizzazione porta anche a rendere molto più difficile il processo di integrazione degli immigrati". Levantini suggerisce quello che potrebbe essere un circolo virtuoso: "Nel caso di immigrati con condizioni lavorative ed abitative stabili e certificate, si potrebbe concedere un permesso più lungo. Questo diminuirebbe il carico di lavoro degli agenti, e snellirebbe le file e le pratiche burocratiche dello stesso immigrato".

Il pericolo di chi si ritrova nel limbo dei ritardi nel rinnovo del proprio permesso è quello di finire nelle reti della malavita e delle organizzazioni criminali, che hanno tutto l'interesse ad attirare persone non in regola. "Un giusto processo di integrazione - concludono gli esponenti intervenuti alla conferenza stampa - dovrebbe invece passare per uno snellimento della burocrazia, e per un'accelerazione dell'espletamento delle pratiche necessarie al rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno". "Chi ha un lavoro stabile, una condizione familiare e abitativa dignitosa, difficilmente verrà attirato dall'irregolarità e dal crimine".

Connessa alla richiesta di un miglioramento del funzionamento della burocrazia dell'ufficio, c'è anche quella del luogo di lavoro. Il SILP ha da tempo proposto alle istituzioni lo spostamento dell'intera Questura da via Lalli a Piazza Vittorio Emanuele II, nei locali che erano occupati dalla Provincia. "Ma non ci è ancora stata data una risposta neanche in questo senso".

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