Cronaca

Piscina comunale e bando di gestione: "Non si tiene conto dei lavoratori e delle loro famiglie"

Cgil e Sgb criticano il documento pubblicato la settimana scorsa dal Comune che metterebbe a rischio il futuro di quasi trenta persone tra dipendenti e collaboratori

Lavoratori es esponenti della Cgil di fronte al Comune di Pisa

Arrivano critiche da parte dei sindacati nei confronti del bando per la gestione della piscina comunale di Pisa pubblicato dal Comune la settimana scorsa. La procedura, che prevede di affidare la struttura di Piazzale dello Sport per un anno, eventualmente rinnovabile per i successivi 12 mesi, secondo le organizzazioni sindacali metterebbe infatti a rischio il futuro degli 8 dipendenti a tempo indeterminato e di una 20ina di collaboratori impiegati nella gestione della piscina sotto la Canottieri Arno.

"Da un anno - afferma Massimo Basilei, segretario generale della Slc-Cgil Pisa - chiediamo tutele nei confronti dei lavoratori. Al di là delle fin troppo esplicite dichiarazioni di disimpegno da parte dell'assessore competente sul versante occupazionale, non possiamo non notare che nel bando di gestione, in circa 30 pagine di documento, non vengono mai menzionate le parole 'lavoro' e 'lavoratori'. Un fatto grave che dimostra come l'amministrazione ignori completamente il punto dei vista dei lavoratori e le loro problematiche".

"Con la Regione Toscana - afferma invece il segretario generale della Cgil di Pisa, Mauro Fuso - in tema di Sanità, abbiamo affrontato il problema della ricollocazione dei lavoratori dai vecchi ai nuovi gestori dei servizi. Lo abbiamo fatto inserendo nei vari bandi una clausola di salvaguardia occupazionale che obbligava i nuovi gestori ad assumere i lavoratori impiegati nelle precedenti gestioni. Un procedimento che può essere fatto però solo con la volontà del committente, che in questo caso è il Comune di Pisa, il quale avrebbe dovuto inserire nel bando il fatto che il vincitore sia obbligato ad assumere i lavoratori".

Sulla vicenda interviene con una nota anche il Sindacato Generale di Base. "Le dichiarazioni e il 'criterio liberale' che guida l'azione dell'assessore Latrofa, al di là della propaganda, deviano l'attenzione da un fatto ineludibile: il Comune avrebbe potuto tutelare il personale già impiegato nell'attuale piscina comunale, ma invece ha scelto deliberatamente di non farlo evitando di inserire la clausola occupazionale". 

Nel mirino anche un altro aspetto del bando. "Il Comune - prosegue Sgb - anche in questo caso deliberatamente e consapevole dello stato di vetustà dell'immobile e della non rispondenza degli impianti alle normative vigenti, pretende che i concorrenti accettino 'lo stato di fatto in cui si trova il bene immobile oggetto del bando, sollevando l'amministrazione da ogni responsabilità al riguardo. Tradotto: il nuovo gestore dovrà far lavorare i suoi dipendenti e gestire i corsi in una struttura che presenta pericoli conclamati, scaricando la responsabilità sullo stesso". 

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