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Occupazione, sindacato Cub in Prefettura: "Attenzione a gare d'appalto e licenziamenti"

Con la pandemia il rinnovo delle gare potrebbe portare riduzioni di personale secondo Cub, che chiede impegni di tutela alle istituzioni

Presidio e incontro in Prefettura per il Sindacato di Base Cub di Pisa, oggi 25 febbraio, sui temi del welfare e del lavoro. "La crisi sanitaria e quella economica - è il motivo dell'azione - hanno peggiorato le condizioni di vita di lavoratori e classi popolari. Se le misure economiche adottate dal governo Conte hanno cercato di contenere l'emergenza, senza sanare le problematiche strutturali di un sistema fondato sul profitto e sulla speculazione privata. Gli aiuti ai lavoratori sono stati insufficienti e solo finalizzati a scongiurare conflitti sociali".

Un quadro nazionale che preoccupa il sindacato: "Oggi la Bce e Confindustria chiedono la revoca del divieto dei licenziamenti collettivi, vogliono cancellare la quota 100 e il reddito di cittadinanza senza rivedere e ampliare gli ammortizzatori sociali. Ma in aprile potremmo assistere ad altri licenziamenti sotto forma di rinnovi degli appalti a costi decisamente inferiori al passato con manifestazioni di interesse finalizzate solo a scaricare sugli appaltatori i tagli di ore e dei posti di lavoro. Potrebbe avvenire anche sul nostro territorio".

In particolare il sindacato ha consegnato al capo di gabinetto Ciro Silvestro, in rappresentanza del prefetto Giuseppe Castaldo, due documenti, su teatri e Toscana Aeroporti. "Sollecitiamo la Prefettura ad attivarsi insieme alla Regione Toscana ed al sindaco di Pisa - spiega Cub - per scongiurare eventuali nuove gare di appalto che potrebbero determinare una riduzione di personale una volta ripristinati i licenziamenti collettivi. La nostra paura è che si faccia una nuova manifestazione di interesse, sulla base ad esempio del nuovo traffico aereo, e su quello andare poi a mettere nelle condizioni la società appaltatrice di licenziare quando sarà possibile una buona fetta di personale". 

Per Cub Pisa "parte una nuova stagione di mobilitazioni sociali". Le rivendicazioni espresse al Prefetto e pubblicamente sono "una rivoluzione degli ammortizzatori sociali basata su strumenti semplici ed efficaci, per l'estensione universale dei diritti sociali e per garantire un reddito dignitoso per tutti i soggetti deboli; investimenti nella sanità e nell'istruzione pubblica, gratuita ed universale; una nuova riforma delle pensioni che ripristini il modello retributivo per non condannare i pensionati del futuro ad una vecchiaia nell'indigenza; il ritorno ad una programmazione economica attiva da parte dello Stato per arrestare il declino industriale, le delocalizzazioni, l'ulteriore abbassamento del costo del lavoro ; estensione del blocco dei licenziamenti e drastica riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; investimenti pubblici sulla scuola, trasporti, welfare, pensioni; controllo dei lavoratori, diritti di contrattazione e democrazia sui luoghi di lavoro con la cancellazione del Testo unico sulla rappresentanza del gennaio 2014".

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