Cronaca

Filippeschi indagato: "Il sindaco sapeva da 15 giorni, perchè non lo ha detto prima alla città?"

Attacco del M5S al primo cittadino: "Non colpevole fino a prova contraria, ma si è guardato bene da informarne la città prima del 4 dicembre"

"Filippeschi sapeva da oltre 15 giorni del procedimento aperto a suo carico. Il Sindaco palesa però questa vicenda alla città solo nel momento in cui è costretto a farlo, a causa dello scadere dell'udienza preliminare, e si guarda bene di farlo prima di domenica 4 dicembre, giorno del Referendum". Attacco del Movimento 5 Stelle di Pisa al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, in merito alla vicenda che vede il primo cittadino e l'ex segretario comunale indagati per le azioni di Sat.

"Il Movimento 5 Stelle - scrive in una nota il capogruppo grillino in Consiglio Comunale, Gianfranco Mannini - già con il voto in Consiglio Comunale il M5S aveva espresso contrarietà a partecipare all'Offerta di Pubblico Acquisto (OPA) con la quale America Corporation, grazie al Pd, ha messo le mani sull'aeroporto di Pisa. Operazione alla quale Filippeschi ha dato seguito procedendo alle nomine all'interno del Consiglio di Amministrazione della Sat, senza nessun accordo con le forze politiche, e senza consultarsi, a quello che ci risulta, con nessuno. Cioè, e lo sottolineiamo, dandone comunicazione a nomine avvenute".

"Il procedimento a carico di Filippeschi - continua la nota di Mannini - è stato aperto nel giugno 2015 e il Sindaco ne è venuto a conoscenza da oltre 15 giorni. Da garantisti per noi Filippeschi non è colpevole fino a prova contraria, però non riusciamo a comprendere le motivazioni del ritardo di tale comunicazione alla città. E  considerato che proprio a  Pisa ha visto la luce la  famosa 'Carta di Pisa', un codice etico che antepone la trasparenza a qualsiasi atto pubblico, ci risulta inspiegabile la mossa di posticipare la notizia a risultato elettorale avvenuto e successivamente alle vicende politiche che hanno sconvolto il Partito Democratico. Filippeschi infatti palesa questa vicenda alla città solo nel momento in cui è costretto a farlo, a causa dello scadere dell'udienza preliminare, si guarda bene di farlo prima di domenica 4 dicembre".

Mannini attacca poi anche le forze di maggioranza che hanno espresso solidarietà al sindaco. Una solidarietà che secondo il M5S "appare molto ipocrita in questo momento di estrema debolezza sia per la figura del sindaco sia per le guerre interne fra il segretario e gli assessori del Pd, una solidarietà che puzza di poltrone traballanti, ma sopratutto una solidarietà che ha paura di consegnare il governo della città a forze politiche che ovviamente non hanno nessun legame con l'oligarchia pisana, appunto il Movimento 5 Stelle. Se molti corrono al capezzale del sindaco dimostrando di essere la stampella di una maggioranza arrivata al capolinea, ci preme sottolineare come sia fondamentale che il controllato non sia scelto dal controllore, e molti sono i casi che lo dimostrano a partire dalla società della Salute, dove l'assessore che dovrebbe controllare è al tempo stesso il controllore di se stessa".

"Chiediamo - conclude il Movimento 5 Stelle - che siano chiariti al più presto i vari passaggi per fare immediatamente luce sulle varie responsabilità: che si chiarisca chi è l'Advisor che formulò la perizia, che legami ebbe con il sindaco anche in rapporto alle altre perizie o cessioni di altre partecipate; ci preoccupa inoltre sapere come si è conclusa la richiesta delle quote che spettano al Comune di Pisa per la rottura dei Patti Parasociali da parte della Regione, e perché le famose quote dedicate all'Urbanistica dopo la vendita delle azioni non sono ancora arrivate e riteniamo anche noi che Pisa meriti chiarezza e limpidezza nei rapporti fra le varie forze politiche".

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