Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico

Sinistra per... e Officina 5 punte sulla manifestazione studentesca

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Oggi, venerdì 12 ottobre, oltre 600 studenti tra universitari e medi si sono ritrovati in piazza Vittorio Emanuele II alle 9.00 del mattino, malgrado la pioggia, per manifestare, riprendere in mano il proprio futuro e per rilanciare il ruolo della pubblica istruzione.
Da Pisa, come dalle altre 90 piazze italiane dove si è aderito alla manifestazione nazionale indetta dall'Unione degli Studenti, il mondo della scuola e quello accademico hanno lanciato forte e chiaro il loro grido di dissenso contro queste politiche scellerate che da anni, governo dopo governo, vanno ad indebolire e svilire i saperi e il ruolo dell'istruzione, gettando le nuove generazioni in uno stato di sempre maggiore precarietà e incertezza.
Il corteo ha attraversato Corso Italia, per poi deviare verso il Provveditorato agli studi dove la voce di chi pretende una politica diversa in materia di formazione ha pressato le istituzioni per un radicale cambiamento. Il corteo si è poi riversarsato alle Logge dei Banchi, dove in un'assemblea pubblica studenti, docenti e cittadini sono intervenuti e si sono confrontati sui temi e sui problemi che affliggono da troppo tempo il mondo della conoscenza, sempre cercando di rivolgersi verso il futuro con la convinzione che sia necessaria un'inversione di rotta e una forte discontinuità con le gestioni del passato. Lo sguardo si è ampliato anche alle politiche di gestione della crisi che colpiscono il lavoro e lo precarizzano nei settori della conoscenza come in tutti gli altri, sottolineando che non è possibile fermarsi oggi ma è necessario continuare nella mobilitazione. La giornata si è conclusa con una serie di lezioni in piazza sulla crisi e sulle ideologie che stanno dietro alle ultime riforme del mondo della formazione, ribadendo la nostra voglia di fruire dei saperi in maniera libera.
Il messaggio che si è alzato dalla piazza è chiaro: nel difficile cammino fuori da questa crisi l'università e le scuole non potranno essere considerate un peso che rallenta il passo, o un mero costo da minimizzare, bensì il motore e la risorsa centrale per la ripresa ed il rilancio del Paese.

 
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