Il sindacato al nuovo assessore: "Che futuro per la Sms Biblio?"

Sgb si rivolge al nuovo assessore alla cultura Pierpaolo Magnani parlando del sottoutilizzo della struttura

"Qual è il progetto dell'amministrazione e del neo assessore Magnani a proposito di biblioteca, cultura e spazio espostivo Sms, spazio solo sporadicamente utilizzato?". Lo chiede il Sindacato Generale di Base, ripercorrendo quella che è stata secondo il sindacato la parabola calante dell'interesse nel settore da parte del Comune.

"La preoccupazione sul futuro della biblioteca comunale di Pisa è fondata - scrive in una nota - e riguarda tutti: lavoratori e sindacato. Ma per capire la situazione odierna, una volta tanto, bisogna partire da lontano ossia da quando le biblioteche erano pensate alla stregua dei granai, strumenti di vita attiva indispensabili per le comunità. Molti anni fa è tramontata l'idea delle piccole biblioteche di quartiere, avamposti non solo culturali ma punti di riferimento per le attività sociali delle comunità locali. La biblioteca comunale, per anni, è rimasta nella sua sede dei lungarni poi è stato deciso il trasferimento alla Sms, trasferimento attuato in fretta e furia per esigenze elettorali con la struttura non ancora completata".

"Fin dall'inizio abbiamo capito che alle dichiarazioni di intenti non sarebbero seguiti fatti reali, non avremmo mai visto insomma lo spazio Sms come punto di riferimento per la intera città (nonostante il mai interrotto afflusso di pubblico), con attorno un giardino trasformato, nella buona stagione, in sala studio, luogo propizio alla presentazione di libri e concerti. Non avremmo avuto gli organici previsti per far fronte a tutte le attività pensate e necessarie per un polo culturale, all'inizio si parlava di 20 unità oggi ridotti a 10 e poco più; avremmo dovuto impiegare mesi per il corretto funzionamento degli ascensori con una parte della struttura (la terrazza) a lungo inagibile all'utenza".

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Sgb afferma che "la situazione odierna alla biblioteca è figlia non solo della progressiva disaffezione per la cultura ma anche risultato dell'assenza di una programmazione culturale che all'occorrenza diventerebbe anche polo di attrazione turistico. La struttura viene abbandonata al suo destino, il personale in uscita mai sostituito. E' la debacle non solo della biblioteca ma di una idea di civiltà e di servizio pubblico basata sull'offerta culturale, non si vede il nesso tra cultura e socialità e per questo la riduzione di personale è arrivata al punto di non ritorno tanto che l'Amministrazione Comunale sta pensando - crede il sindacato - senza dirlo esplicitamente, a una gestione esternalizzata. E se così sarà avremo giovani della cooperativa pagati la metà dei colleghi comunali, che per altro hanno lo stipendio più basso di tutto il pubblico impiego".

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