San Piero a Grado: aiuti ai cuccioli in difficoltà

In un anno sono numerosi i piccoli di daino o capriolo che arrivano all'ospedale veterinario "Mario Modenato": incidenti stradali e ferite da attrezzi agricoli le cause di ricovero più comuni

 Sono quattro i cuccioli di capriolo trovati soli nell'ultima settimana da passanti sull'erba, apparentemente abbandonati dalle madri, erroneamente raccolti e trasportati all'ospedale didattico veterinario "Mario Modenato” di San Piero a Grado. Una buona azione che però contrasta con il comportamento tipico di questi animali che vengono lasciati in alcuni momenti soli dalle madri per andare a cibarsi.  I quattro cuccioli sono comunque in buona salute e devono essere alimentati artificialmente dal personale dell’ospedale.

Così, proprio per sensibilizzare su questo tema, è stato promosso un incontro al "Mario Modenato" di San Piero al quale hanno partecipato l’assessore alla Forestazione e difesa fauna della Provincia di Pisa Giacomo Sanavio, il prorettore per i Rapporti con il territorio dell’Università di Pisa Maria Antonella Galanti, il responsabile dell’Ufficio difesa della fauna della Provincia Vito Mazzarone, il preside della facoltà di Medicina veterinaria Alessandro Poli, il direttore sanitario dell’Ospedale didattico veterinario Michele Corazza e il direttore del dipartimento di Clinica Veterinaria Francesco Camillo. Al centro del dibattito norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma (caprioli e daini).

Sono numerosi gli esemplari accolti nella clinica di San Piero a Grado che garantisce, durante l’intero arco orario della giornata, in virtù di una convenzione tra il dipartimento di Clinica Veterinaria dell’Ateneo pisano e il Servizio forestazione e difesa fauna della Provincia di Pisa, il primo soccorso dei mammiferi selvatici trovati in difficoltà nel territorio della provincia di Pisa o trasportati nella struttura da personale della Provincia, volontari e singoli cittadini. L’Ospedale veterinario si è inoltre attrezzato per assicurare il ricovero degli animali per un periodo sufficiente a permettere la loro reimmissione in natura.

I daini e i caprioli soccorsi nel primo anno di attività hanno spesso subito incidenti stradali, traumi causati da attrezzi agricoli, oppure, come nel caso degli ultimi esemplari arrivati, erroneamente soccorsi e sottratti alle rispettive madri.  Tutti i capi sono stati sottoposti a regime di terapia intensiva, sino alla diagnosi e alla decisione riguardante il proseguimento della terapia o, purtroppo, in alcuni  casi all’esecuzione dell’eutanasia. Due dei soggetti reimmessi in natura sono stati sottoposti a interventi chirurgici di ortopedia eseguiti dal professor Iacopo Vannozzi.

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