Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Società della Salute, Cascina resta dentro: "Basta attacchi strumentali"

L'amministrazione cascinese non ha espresso formalmente l'intenzione di uscire entro il 30 giugno. Debiti per il 2016 per 1,2 milioni, Ziello sostituito in Giunta. Capuzzi: "Tocca fare a noi gli interessi dei cittadini"

Da sinistra: Del Zoppo, Ricotta, Capuzzi, Marchetti

Attacchi alla Società della Salute, annunci di voler uscire dalla stessa, ma a conti fatti Cascina resta dentro al sodalizio, da debitore. In più non partecipa alla gestione, rallentando i lavori del consorzio. E' un contrattacco alle critiche su tutti i fronti quello espresso oggi, 18 luglio, in una conferenza stampa in via Saragat, dai rappresentanti della Società della Salute pisana. Una situazione complessa dove il componente della Giunta Esecutiva della Sds Edoardo Ziello, assessore a Cascina, è stato sostituito nell'assemblea dei soci del 30 giugno dal vicesindaco di San Giuliano (con delega alle politiche sociali) Franco Marchetti.

C'è stata quindi un'effettiva frattura fra l'amministrazione cascinese e la Sds dopo i vari scontri a mezzo stampa, una divisione che però vede il Comune ancora all'interno dell'organizzazione. Cascina infatti non ha comunicato formalmente entro lo stesso termine del 30 giugno l'uscita dalla Sds, motivo per cui la 'collaborazione' durarà almeno per un altro anno, "a meno che non decidano di uscire dopo questa conferenza stampa - ha detto la presidente Sandra Capuzzi - complicando ancora di più la situazione". A pesare in modo rilevante sul caso sono i soldi che Cascina deve alla Sds: 1,7 milioni, di cui 1,2 per i servizi erogati nel 2016 e 543mila per il 2017. I primi sono stati oggetto di un piano di rientro concordato che prevede, per i prossimi 4 anni, rate per l'amministrazione da circa 300mila euro fino al 2021, in aggiunta ai 1,7 milioni che il Comune già conferisce alla Sds come quota annuale.

"Siamo stanchi di essere attaccati da un lato, quando dall'altro veniamo usati come bancomat per pagare i servizi" ha sintentizzato la Capuzzi, che ha spiegato i tratti della vicenda ed i motivi della sostituzione di Ziello. "L'assessore di Cascina ci ha definito come una 'lobby da sconfiggere', quando dentro quella lobby c'è anche il suo Comune. La Sds opera secondo il principio di solidarietà, è già successo che comuni fossero in debito per i servizi, si discute e si trovano soluzioni. Venire attaccati, strumentalmente, non riconoscendo il fatto che le attività nel Comune vengono assicurate dalle risorse della Sds, dicendo che escono e poi non lo fanno, non è corretto né coerente. Inoltre Cascina è mancata ad assemblee e giunte dove ad esempio serviva la presenza dell'unanimità per decidere, un comportamento non rispettoso della gente che lavora. Se non c'è modo di ragionare, non si può che cambiare".

Aggiunge una nota politica la Capuzzi: "Dopo le elezioni a Cascina avremmo potuto subito fare un cambio nella rappresentanza, era una possibilità. Ma non avevamo pregiudizi politici ed abbiamo provato a lavorare. Solo alle prime riunioni c'è stata partecipazione, ma è emersa anche una certa ignoranza complessiva di come funzionano le cose. Ad esempio nel discutere il bilancio è stato chiesto di togliere risorse all'immigrazione, quando è una materia di cui ci dobbiamo occupare comunque. La decisione di uscire dalla Sds poi non vuol dire meno costi per un'amministrazione, perché una volta fuori i servizi andranno concordati e pagati singolarmente, senza contare dei maggiori introiti possibili con ad esempio progetti europei". Il bilancio della Sds è di infatti oltre 23 milioni di euro, con i conferimenti dei comuni aderenti che coprono una cifra pari a circa 10-11 milioni. "Potremmo anche buttar fuori Cascina dalla Sds visti di debiti - ha concluso la Capuzzi - ma ovviamente non lo facciamo, per interesse dei cittadini".

Le porte della Sds restano comunque aperte per un ripensamento di Cascina, come emerge anche dalle parole del direttore Alessandro Campani: "Il regolamento della Sds può essere rivisto, si può prevedere una turnazione dei rappresentanti dei comuni in Giunta. Ci possono essere dei disservizi e dobbiamo essere in grado di riparare e comunicare con l'esterno. A volte non ci riusciamo, ma chi è dentro, come Cascina, non può non sapere il lavoro che c'è dietro. E non partecipare rende difficile operare. Abbiamo concordato il piano di rientro in 4 anni, credo sia evidente a tutti quanto sia importante far parte del consorzio, specie in un momento come questo dove aumenta la domanda dei servizi sociali".

"Abbiamo dovuto fare questa scelta a favore dei cittadini di Cascina - ha detto il vicesindaco di San Giuliano Marchetti - se ad ogni elezione dovessero essere messi in discussione i servizi, a pagare sarebbero gli utenti. In un momento difficile come questo occore senso di responsabilità e sfruttare le sinergie che si hanno dalla collaborazione". Valentina Ricotta, vicesindaco di Calci: "Parlando come rappresentante dei comuni più piccoli devo dire che il metodo solidaristico della Sds è importante per noi per assicurare i servizi, ci prendiamo la responsabilità di partecipare per tutelare i più deboli". Conclude il vicesindaco di Vecchiano Lorenzo Del Zoppo: "Cascina dice che la Sds non funziona, poi non ne esce ed usufruisce dei suoi servizi. Allora non è così male la Sds. Chi sbandiera una politica di annunci è il primo che tradisce la coerenza che dice di avere, questo aspetto già qualifica tutta la vicenda".

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