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Cronaca

Solidarietà: una famiglia afghana accolta in un appartamento speciale

L'immobile è stato messo a disposizione dal Comune e sarà gestito in comodato da Croce Rossa: Ikea ha curato gli arredamenti

Tutto è pronto per l'accoglienza a Pisa di una famiglia afghana, fuggita lo scorso agosto in seguito al ritiro delle truppe americane e alla conseguente presa di potere dei talebani. Si tratta di cittadini che, nel corso degli anni, hanno collaborato con le forze armate, l'ambasciata italia e l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan. Su indicazione della prefettura, il nucleo familiare composta da madre, padre e due bambini, è stato assegnato al Comune di Pisa, che ne ha predisposto l'accoglienza mettendo a disposizione un immobile di proprietà, gestito in comodato per due anni dal Comitato cittadino della Croce rossa italiana. La concessione può essere prorogata di altri due anni in considerazione del protrarsi della necessità di accoglienza. L'arredamento degli interni è stato curato e allestito dallo store pisano di Ikea.

"La famiglia entrerà nella nuova casa oggi pomeriggio - spiega il vicesindaco Raffaella Bonsangue - arriviamo al traguardo di un percorso avviato qualche mese fa, quando esplose la crisi umanitaria nel paese mediorientale. Grazie al ponte aereo organizzato dalla 46° Brigata Aerea abbiamo potuto accogliere sul nostro territorio un collaboratore delle nostre forze armate e i suoi familiari. Si tratta di un gesto all'apparenza piccolo, ma che dice molte della necessità di aprire le nostre porte a una popolazione vessata e stanca da anni di combattimenti, ingiustizie e dispotismo".

Proprio il generale Alessandro De Lorenzo, comandante della 46° Brigata Aerea, spiega che "il ponte aereo per portare in salvo quanti più cooperanti possibile è stato allestito in tempi strettissimi. E' stato un compito molto complesso, ma lo abbiamo portato a termine con grande orgoglio. Il supporto umanitario è una delle missioni del corpo dell'Aeronautica". Una volta individuato l'immobile da destinare alla famiglia, sono entrati in gioco venti collaboratori dello store pisano di Ikea coordinati da Liviana Carrera. "Questa iniziativa è stata accolta all'interno del progetto aziendale 'Un posto chiamato casa': arrediamo locali a vantaggio di persone fragili e in difficoltà - spiega Marco Cucca, responsabile delle Risorse umane dello store - negli ultimi due anni, complice la pandemia, tutti abbiamo apprezzato ancor di più l'importanza di avere un posto che definiamo casa: capace di proteggerci e custodire i nostri sogni. Abbiamo contribuito ben volentieri ad arredare l'appartamento destinato alla famiglia afghana".

La Croce rossa italiana - Comitato di Pisa dovrà provvedere al pagamento di tutte le utenze relative all'immobile e alle spese di manutenzione per il godimento dello stesso, oneri ed accessori compresi, nonché alle spese di registrazione dell'atto di concessione. "Un vero orgoglio per il nostro Comitato - conclude la referente Antonella Petrinelli - siamo pronti a supportare la famiglia in ogni frangente".

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