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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

Covid, in Aoup campagna di somministrazione di monoclonali su pazienti fragili

La somministrazione sulla quasi totalità dei pazienti ematologici in carico agli ambulatori dell'Azienda ospedaliera pisana

Una campagna straordinaria di profilassi anti-Covid sulla quasi totalità dei pazienti ematologici in carico agli ambulatori dell’Aoup (soggetti affetti da leucemie, linfomi, mielomi o trapiantati di midollo osseo), è stata portata a termine nelle prime due settimane di agosto con la somministrazione dell’anticorpo monoclonale Evusheld (tixagevimab e cilgavimab), specifico con l’indicazione protettiva per soggetti immunocompromessi particolarmente fragili, in grado di sviluppare malattia grave.

Uno sforzo reso possibile, nonostante il periodo di ferie, grazie all’impegno della professoressa Sara Galimberti, direttore dell’Unità operativa di Ematologia, e del professore Marco Falcone, ordinario di Malattie infettive, che hanno promosso l’iniziativa avvalendosi della collaborazione dei colleghi strutturati e in formazione specialistica di entrambe le strutture (ematologi e infettivologi, oltre agli infermieri), in gran parte giovani, che si sono messi a disposizione in queste due settimane estive negli ambulatori dedicati ai monoclonali per consentire la somministrazione di questi farmaci, che recentemente Aifa ha autorizzato anche nel trattamento precoce di soggetti con infezione da SARS-CoV-2 conclamata, a rischio di una forma grave di malattia.

"La campagna ha riguardato finora oltre 200 pazienti e si pensa di estendere la profilassi pre-esposizione al virus anche ad altre categorie di soggetti fragili, come da criteri ministeriali, in modo da poter affrontare l’autunno e la possibile ulteriore ondata di contagi da Covid-19 con una protezione maggiore, oltre a quella offerta dal vaccino - sottolineano dall'Aoup - da studi scientifici pubblicati in letteratura è infatti emerso che Evusheld, somministrato sotto forma di due iniezioni intramuscolari (contenenti rispettivamente 150 mg di tixagevimab e 150 mg di cilgavimab), ha ridotto del 77% il rischio di COVID-19 con una durata stimata della protezione dal virus pari ad almeno sei mesi".

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