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Cronaca

Soriano Ceccanti e la burocrazia: le riflessioni dell'assessore provinciale Miriam Celoni

Nei giorni in cui veniva diffuso il Rapporto nazionale sull’invalidità civile e la burocrazia, raccolta relativa alle lungaggini burocratiche lamentate da 4mila malati italiani, si è appreso della revoca della pensione di invalidità a Soriano Ceccanti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Simbolo della lotta studentesca e della sua reazione, simbolo della capacità di reagire alla disabilità, simbolo dello sport mondiale e (para?) olimpico, simbolo dell’impegno sociale e politico, oggi Soriano è simbolo anche della denuncia di una burocrazia malata e vessatoria. E’ stato, lo dice lui stesso, sempre un simbolo “suo malgrado”: avrei preferito non essere un simbolo, o esserlo in altro modo, racconta nelle interviste; e nonostante i numerosi titoli mondiali conquistati non è mai stato neppure competitivo. “Nella vita mi sono reso conto che è meglio collaborare con gli altri, non competere”. Invece, ancora una volta, Soriano dovrà tornare sulla ribalta, combattere una battaglia personale per tutti quelli che, come lui, si trovano a subire una non-giustizia che sfiora la follia, costretto a mettere la sua storia, la sua popolarità al servizio di tutti.

E’ successo altre volte: non si è tirato indietro mai quando si è trattato di lottare per il riconoscimento dei diritti delle persone. Ha fondato “Nastro adesivo 43”, compagnia teatrale che si esibisce al carcere Don Bosco, e ancora una ONG in collaborazione con una donna paraplegica congolese; è stato socio attivissimo dell’ASHa, associazione di sport per persone con handicap, e della COPLAHAND, cooperativa sociale di produzione lavoro per persone disabili.

Oggi la prima reazione è di sbigottimento, poi di rabbia: le scarne spiegazioni del Direttore dell’INPS, in perfetto burocratese, ci lasciano senza parole. Così, perché la notizia non si fermi, per affermare sdegno e rammarico, cerco anche io il modo di scrivere la storia su tutti i muri, come per primo ha fatto Adriano Sofri, come anche il Sindaco di Pisa ha ribadito con dichiarazioni di civiltà e impegno.

Arrivo a scovare non una legge, ma un “messaggio” dell’INPS, il N. 012886 del 04/06/2008, e poi una circolare, la numero 105 del 2/12/2008: l’intento è chiaro, ed è di limitare l’accesso ai benefici ai cittadini extracomunitari e ai loro congiunti. Il “messaggio” però fa riferimento all’assegno sociale, e non alla pensione di invalidità o di inabilità: si tratta di un errore? Si equiparano (per analogia? E quale?) i due “benefici”? Si persiste nel considerare i diritti degli invalidi poco più che elemosine da meritare con comportamenti dimessi ed adeguati?

Difficile capire la ragione vera della sospensione della pensione di Soriano: se sei disabile devi muoverti poco e per periodi limitati? Non devi avere una vita sentimentale, affettiva, sessuale? Non puoi sposare una cittadina straniera?

Leggo che le regole vanno osservate, “dura lex sed lex”. A me hanno insegnato che le leggi hanno una ratio, uno scopo, e che questo deve armonizzarsi con il sentimento di giustizia e di civiltà dei cittadini. Aspetto quindi, con fiducia, che la Direzione INPS e “il legislatore” chiariscano i legittimi dubbi che ci spingono a scrivere questa brutta storia su tutti i muri disponibili (mi raccomando ragazzi, non quelli dei palazzi: i muri della discriminazione e dell'indifferenza!).

Miriam Celoni

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