Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Spaccate ai negozi col tombino, agivano in due: arrestato un 20enne

Il complice sarebbe un minorenne. Almeno 11 i colpi accertati, per decine di migliaia di euro di danni

Indizi circostanziati e riscontri che hanno convito il Giudice per le Indagini Preliminari ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. E' finito in manette, ed ora è al Don Bosco, un 20enne di origine macedone accusato di ricettazione, furto aggravato e continuato e furto presso esercizi commerciali, in concorso con un altro giovane di minore età. Le azioni predatorie sono quelle partite a Pisa fin dal periodo natalizio scorso, una serie di rapidi assalti sempre molto simili fra loro: prima veniva rubato un mezzo, un motorino o anche le bici, poi di notte avveniva la classica 'spaccata' dell'ingresso o della vetrina di un esercizio, con oggetti come un tombino, e in pochi minuti i due scappavano con tutto ciò che si poteva rubare. L'indagine, in corso da mesi e portata avanti dagli uomini della Squadra Mobile diretti dal vicequestore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, ha avuto oggi, 24 marzo, una prima chiusura. 

I furti accertati sono almeno 11, per danni ai commercianti o ai privati per diverse decine di migliaia di euro. Durante il periodo di maggior veemenza del fenomeno, allo scopo di contrastarlo, la Polizia di Stato di Pisa, in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri, aveva avviato diversi servizi di appostamento notturni, tesi a cogliere in flagranza del fatto i due autori. In una circostanza, dopo l'ennesimo furto nella zona del quartiere Santa Maria, i due erano stati quasi acciuffati, ma per qualche frazione di secondo erano riusciti a dileguarsi, lasciando dietro di sé però una serie di indizi, tra cui alcuni oggetti rubati, che si sono poi rivelati determinanti per le indagini.

In base agli scooter usati, ai trascorsi dei pregiudicati più abili in questo tipo di furti, fino ai riscontri con le immagini di videosorveglianza, gli inquirenti hanno via via chiuso il cerchio degli accertamenti, arrivando al sospettato. Le immagini estrapolate ed analizzate dalla Squadra Mobile, messe a confronto attraverso una comparazione fisiognomica con le foto segnaletiche degli indagati, supportata anche dalla conoscenza degli stessi, ha fornito gli elementi indiziari alla Procura per chiedere la misura in carcere, dato il pericolo di reiterazione del reato. Il giudice ha ricevuto e ritenuto valida la richiesta per i 9 episodi contestati. E' scattata così all'alba di stamani l'esecuzione della misura, presso l'abitazione del 20enne a Pisa. 

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