Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Migliarino, in manette due spacciatori: in pineta bivacchi e vestiti stesi ad asciugare

I Carabinieri hanno perlustrato la fitta boscaglia trovando una situazione raccapricciante: gli spacciatori hanno infatti creato nella pineta un vero e proprio luogo di dimora, con condizioni igieniche precarie

I Carabinieri nei pressi della pineta di Migliarino

Prosegue l'azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti nella pineta di Migliarino da parte dei Carabinieri di Pisa.

Nell’ultima settimana un doppio blitz dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, coadiuvati dai cinofili del Nucleo CC di San Rossore, ha consentito di intercettare nella fitta boscaglia due marocchini, O. E. M. di 31 anni e N. M. di 23 anni, responsabili di spaccio di alcune dosi di cocaina ad alcuni tossicodipendenti italiani, tutti pisani: sequestrati quasi cinque grammi di sostanza stupefacente.

Il servizio di osservazione, durato circa 12 ore, e il camuffamento adottati dai Carabinieri sono stati la carta vincente: i due marocchini, catturati in due diverse occasioni, non si sono assolutamente accorti della presenza dei militari tra la vegetazione e, indisturbati, sono stati colti nella flagranza dello spaccio. Avvenuta la cessione del primo quantitativo di cocaina, con l’avvicinamento e l'accerchiamento cauto dell’area sono state bloccate tutte le possibili vie di fuga.

Fondamentale il supporto del cane da Polizia 'Casper', il pastore tedesco dell’Arma, lanciato all’inseguimento dei due spacciatori che, appena accortisi della presenza dei militari mimetizzati tra i rovi, hanno tentato la fuga senza successo.

Il fenomeno dello spaccio nella pineta di Migliarino continua ad essere particolarmente sentito. Numerosi extracomunitari, in gran parte di origine magrebina, in Italia senza fissa dimora, clandestini e spesso già gravati da precedenti, hanno trovato nella fitta boscaglia un luogo di fissa dimora. Subito dopo il blitz, i militari dell’Arma hanno setacciato una parte del bosco alla ricerca di altro stupefacente e dei covi degli arrestati. Lo scenario è stato raccapricciante.

Bivacchi improvvisati con teli posizionati come tende da campeggio, vestiti lasciati appesi ai rami ad asciugare, ciotole per la raccolta di acqua dai ruscelli limitrofi e utilizzati per cucinare e lavare. Una situazione igienica molto precaria, quindi, con potenziale rischio per il possibile verificarsi di incendi. Pertanto, subito dopo l’operazione, i militari hanno cercato di fare pulizia nella fitta boscaglia.
Purtroppo la richiesta di stupefacente è costante e incentiva il mercato nonché la necessità per gli spacciatori di trovare dei luoghi di spaccio sempre più sicuri: il contesto naturale della pineta di Migliarino, impervia e senza vie di accesso, ne ha fatto una centrale di spaccio ideale.  

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