Spiagge di ghiaia dopo la mareggiata: "Hanno retto, tranne una e serve intervenire"

La parte più colpita è quella a nord, con i sassi che hanno invaso la strada. L'analisi dell'associazione La Città Ecologica

L'associazione ambientalista La Città Ecologica fa un bilancio del recente maltempo che ha colpito la costa pisana, come avvisato dall'allerta meteo arancione in vigore fino a ieri, 27 febbraio. Osservate speciali le spiagge di ghiaia di Marina di Pisa: "La grande maggioranza delle spiagge hanno risposto bene alla mareggiata, smorzando la forza dei marosi ed impedendo che gli stessi facessero danni alla litoranea ed alle abitazioni. Tutte, diciamo, tranne la prima da nord, dove invece una gran quantità di sassi è stata scagliata pericolosamente sulla strada e dove l’acqua ha invaso la litoranea. Quindi non sono le spiagge in ghiaia che non funzionanoè, è quella particolare spiaggia che necessitava e necessita di interventi immediati".

"La prima cosa che si nota - valuta La Città Ecologica - è che in quella spiaggia la gran parte della ghiaia si è spostata quasi tutta nella parte più a sud della cella, lasciando sguarnita la parte più a nord. Questo forse anche a causa della presenza di uno scivolo in cemento vicino alla zona sguarnita. E' urgente per ripristinare la funzionalità anche di quella cella che tecnici competenti facciano un sopralluogo e diano indicazione al Comune sui lavori che sono necessari".

Il pensiero poi va ai cambiamenti climatici: "Sono quelli che devono preoccupare chi ha a cuore il litorale, il fiume e la stessa città. Le previsioni scientifiche più ottimistiche stimano, nel caso di riuscire a contenere al 2100 in 2°C l’incremento del riscaldamento globale, un aumento del livello del mare che va dai 25 ai 70 centimetri. Ancora peggiori ovviamente le previsioni nel caso l’aumento di temperatura sia superiore. Se si somma a questo la subsidenza che provoca l’abbassamento dei terreni ed il ridotto apporto sedimentario da parte del fiume, si comprende che la priorità per il litorale è l’erosione della costa, sia oggi che in prospettiva. Occorre un piano generale di lotta all’erosione che abbracci almeno la costa da Livorno a Viareggio, affidato ad esperti di livello internazionale, che sappiano individuare metodi innovativi di difesa, metodi che coniughino efficacia e salvaguardia del paesaggio, andando a ridisegnare l’interfaccia mare-terra". Il discorso non può che virare per gli ambientalisti sulla Darsena Europa: "In questo contesto appare inconcepibile la realizzazione della nuova opera di ampliamento del porto di Livorno".

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"Prodotto dei cambiamenti climatici - aggiungono - è anche l’aumento della frequenza di fenomeni atmosferici estremi, come le piene fluviali, resi devastanti dall’innalzamento del livello del mare. In questo contesto appare preoccupante, anche per la sicurezza della città di Pisa, la grande quantità di manufatti fissi che ingombrano la Golena d’Arno. Essi peggiorano le condizioni di deflusso e compromettono il ruolo delle golene come luoghi naturalmente destinati al deflusso delle piene. L’apertura dell’Incile rende oggi possibile il trasferimento di almeno una parte dei rimessaggi sui Navicelli, anche per restituire alla fruibilità pubblica la Golena d’Arno, luogo di grande valenza turistica".

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