Sabato, 15 Maggio 2021
Cronaca

Spiagge in ghiaia, erosione del litorale, cambiamenti climatici.

L'Associazione ambientalista La Città ecologica interviene sui problemi ambientali del litorale pisano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Dopo qualche giorno di propaganda e disinformazione la realtà sembra emergere. Le spiagge in ghiaia, laddove sono state completate con le dighe soffolte (sotto il pelo dell’acqua) come da progetto, rispondono bene alle mareggiate, nonostante la scarsa manutenzione delle dighe e delle stesse spiagge che avrebbero bisogno, periodicamente, di ripascimenti per sostituire il materiale che si disperde. Dove invece le dighe soffolte mancano è noto da tempo che le sole spiagge non sono in grado di smorzare le onde che alla Gorgona raggiungono i 5-6metri e quindi la forza del mare spazza via tutto. Sembra che ora i lavori per la creazione della soffolta davanti a quelle celle siano in corso. Bene, se è così. Preoccupa invece qualche dichiarazione di politici ed amministratori che, in visita a Marina, si sbiilanciano in indicazioni tecniche sul da farsi, tipo la necessità di ripianare due volte l’anno le ghiaie. C’è qualche esperto in materia che suggerisce che per smorzare l’energia delle onde le spiagge debbano essere piane e non debbano avere la cresta che lo stesso mare crea nelle parti dove le spiagge in ghiaia funzionano? È indubbio che per la stagione estiva lo spianamento è necessario; ma siamo sicuri che per reggere le mareggiate sia efficace? Altri interventi suggeriti sembrano invece più condivisibili; in primo luogo la manutenzione e l’ampliamento verso il largo in estensione delle dighe soffolte. Comunque per individuare le soluzioni più efficaci sarebbe a nostro avviso opportuno coinvolgere i tecnici che quelle opere hanno allora progettato. Vuol dire questo che per il litorale si può stare tranquilli? Certo che no. Sono i cambiamenti climatici che devono preoccupare chi ha a cuore il litorale, il fiume, la stessa città. Le previsioni scientifiche più ottimistiche stimano, nel caso di riuscire a contenere al 2100 in 2°C l’incremento del riscaldamento globale, un aumento del livello del mare che va dai 25 ai 70cm. Ancora peggiori ovviamente le previsioni nel caso l’aumento di temperatura sia superiore. Se si somma a questo la subsidenza che provoca l’abbassamento dei terreni ed il ridotto apporto sedimentario da parte del fiume si comprende che la priorità per il litorale sono i cambiamenti climatici, l’innalzamento del livello del mare e la conseguente erosione della costa, sia oggi che in prospettiva. Alcune avvisaglie preoccupanti dell’avanzare del mare sembrano già essere presenti a Marina, negli scantinati delle case, nei giardini, nei cedimenti dei manti stradali. Occorre un piano generale di lotta all’erosione che abbracci almeno la costa da Livorno a Viareggio, affidato ad esperti di livello internazionale, che sappiano individuare metodi innovativi di difesa, metodi che coniughino efficacia e salvaguardia del paesaggio, andando a ridisegnare l’interfaccia mare-terra. In questo contesto appare inconcepibile la realizzazione della nuova darsena Europa in ampliamento del porto di Livorno. Prodotto dei cambiamenti climatici è anche l’aumento della frequenza di fenomeni atmosferici estremi, come le piene fluviali, resi devastanti dall’innalzamento del livello del mare. In questo contesto appare preoccupante, anche per la sicurezza della città di Pisa, la grande quantità di manufatti fissi che ingombrano la Golena d’Arno. Essi peggiorano le condizioni di deflusso e compromettono il ruolo delle golene come luoghi naturalmente destinati al deflusso delle piene.
Associazione ambientalista LA CITTÀ ECOLOGICA

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