Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Duomo

Bancarelle al Consiglio di Stato. Confcommercio: "Solo scuse"

Dopo la sentenza del TAR che ha approvato lo spostamento delle bancarelle di Piazza dei Miracoli, i commercianti non si arrendono e proseguono la battaglia contro la decisione dell'amministrazione comunale

Pronti per far ricorso al Consiglio di Stato i bancarellai di Piazza Duomo, dopo la sentenza del TAR che ha detto sì allo spostamento, 'dando ragione' dunque al Comune che da mesi è alle prese con le vive proteste dei commercianti, intenzionati a far valere le proprie ragioni e a battersi fino all'ultimo contro lo spostamento in via Pietrasantina. Ora il prossimo passo dunque sarà il ricorso al Consiglio di Stato, con la speranza che ribalti la decisione presa dal Tribunale Amministrativo Regionale.

"Inutile nascondersi dietro un dito o mettere la testa sotto la sabbia. Non sappiamo quello che accadrà i prossimi mesi, ma una cosa è certa: con lo scontro sulle bancarelle, Pisa ha già perso e l'immagine della città è compromessa. Una grande responsabilità va addebitata all'amministrazione comunale, che per motivi politici, incomprensibili alla città stessa, come ammesso dagli stessi colleghi di partito, ha deciso di lanciare una assurda crociata contro le bancarelle. Quando la politica è prepotente contro i più deboli si trasforma in antipolitica, in questo caso tragicamente indifferente al destino di 50 imprese e famiglie e a centinaia di lavoratori diretti e indiretti" afferma in una nota il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli, da sempre al fianco dei bancarellai di Piazza Duomo.

"Questa è una politica che dal 1994 ad oggi non ha fatto nulla per lavorare ad una soluzione seria e ad una destinazione diversa e decorosa per questi onesti commercianti e per le loro famiglie. Una politica ostruzionista fino all'ostinazione, in cui i rappresentanti istituzionali hanno ostacolato il dialogo in tutte le maniere, con tutti i mezzi - prosegue Pieragnoli - per lo sgombero coatto, hanno accampato urgenze, come la sicurezza, che si dimostrano nei fatti delle scuse, hanno avallato ragioni tecniche, come l'ampiezza inaudita del cantiere, che sono solo pretesti senza alcuna logica giustificazione. Una politica che fa dell'ipocrisia e della doppia morale il proprio valore supremo, quando scrive sui documenti ufficiali 'spostamento provvisorio' mentre l'assessore al commercio può dichiarare pubblicamente che 'una volta spostati non rientreranno mai più in piazza dei Miracoli'".


"Pensiamo - conclude il direttore di Confcommercio - che non esistano motivi politici validi per distruggere la vita di 50 imprese e famiglie, il presente e il futuro di centinaia di persone. Cosa ancora più grave, se consideriamo il contesto economico in cui chi perde il lavoro difficilmente può ricollocarsi. Pertanto i politici che hanno deciso il futuro di queste persone, dovranno accollarsene la responsabilità. Noi, convinti delle loro ragioni, contineremo la lotta la fianco delle bancarelle”.

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