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Coronavirus, verso la conferma della Toscana arancione: "Curva in raffreddamento, Rt in calo"

Lo ha confermato il governatore Eugenio Giani a margine di una conferenza stampa. Giani ha anche spiegato il perchè dei ritardi nelle vaccinazioni degli over 80

Il presidente della Regione Eugenio Giani è ottimista sulla permanenza della Toscana in zona arancione anche per la prossima settimana, visto che i dati sembrano mostrare una stabilizzazione dei contagi nella nostra regione. "Lo confermo - dichiara a margine di una conferenza stampa, come riporta l'Agenzia Dire - perchè anche oggi sono 1.246 i nuovi casi e quindi la tendenza della curva è ancora in aumento, ma con un raffreddamento. Alla fine della settimana arriveremo sostanzialmente a un totale di 8.600, 9mila contagi". Per quanto riguarda l'Rt, aggiunge, "abbiamo già delle proiezioni che ci portano a vedere che si trova attorno a 1,08 quindi con un sostanziale decremento rispetto all'ultima settimana. La sostanza delle cose ci porta a una stabilizzazione dei contagi". Qualche apprensione in più, invece, riguarda l'andamento dei ricoveri nelle aree Covid degli ospedali: "Quello mi preoccupa un po' di più - ammette il governatore - perchè se anche i contagi incominciano a stabilizzarsi è evidente che il trend dei ricoveri" si muove in ritardo. Tuttavia, precisa, "stamani vedo una situazione diversa, visto che dopo un'interrotta serie di più di 40 ricoveri al giorno, oggi sono 26". E visto che l'aumento più importante dei contagi si è verificato quattro settimane fa la speranza di Giani è che i pazienti legati a quest'ultima ondata inizino a uscire dagli ospedali, finalmente guariti.

Giani è poi tornato sulla questione della sospensione del vaccino AstraZeneca che potrebbe portare ad un moltiplicarsi di rinunce. "Ho la sensazione che quando si ripartirà, in questo caso non per colpa dei cittadini, ma complice quello che è avvenuto, ci sarà un numero di rinunce che potrebbe rendere disponibili molte dosi - ha affermato Giani - quindi dobbiamo trovare un metodo per poterle corrispondere. Mi sembra importante anzitutto ampliare la possibilità di offerta, oggi riguarda i nati fra il 1941 e il 1944, dobbiamo allargare un po' in modo da garantire una maggiore domanda che possa coprire l'offerta".
La sospensione decisa da Aifa della vaccinazione anti-Covid con AstraZeneca "l'ho vista come una cosa molto sorprendente, perchè fino a ieri mattina vi erano rassicurazioni da parte delle autorità. E anche io me ne facevo eco. Di conseguenza onestamente sono rimasto molto sorpreso, devo ringraziare il senso di responsabilità della popolazione che stava facendo il vaccino, perchè immagino cosa abbia pensato chi era in fila o aveva già ricevuto una dose" sottolinea Giani. In ogni caso, precisa, "anche stamani le parole del ministro Speranza, delle nostre più autorevoli personalità vanno nel senso di una precauzione che è stata presa sulla scia di Germania e Francia per arrivare a una decisione dell'Ema attesa per giovedì". La scelta di sospendere in via cautelativa la somministrazione di AstraZeneca "è anche una testimonianza - sostiene Giani - del fatto che vi può essere un controllo, un'accortezza per verificare lo stato di funzionamento. Noi continuiamo le attività con Pfizer rivolto agli over 80 e con Moderna per i disabili. Per i gravemente fragili, inoltre, da ieri abbiamo attivato un portale di pre-assegnazione".

Giani replica poi alle critiche sulla vaccinazione per gli over 80, spiegando il perchè la Toscana si trova più indietro rispetto ad altri territori. "In altre regioni il personale sanitario non direttamente esposto o più giovane è stato vaccinato con AstraZeneca. Noi abbiamo voluto garantire alla fascia più rilevante di approccio, a tutto il personale sanitario, il vaccino Pfizer. Probabilmente se avessimo diviso i più giovani con AstraZeneca e quelli di età più alta col Pfizer avremmo avuto un maggiore disponibilità di dosi di Pfizer da poter corrispondere agli anziani - sottolinea il governatore - però è una questione di una settimana o due. Già la settimana prossima abbiamo la garanzia di 35mila dosi di Pfizer e nella settimana successiva di 100mila. È una questione di programmazione per settimane. Io mi affido ai medici di famiglia e alla rapidità, nel momento in cui arrivano, di poter dare i vaccini".

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