Cronaca

Precari Cnr: "Stabilizzazione parziale, sarà la solita guerra clientelare"

Dei 300 milioni circa richiesti dai precari della ricerca per i contratti ne sono stati stanziati 57. Ne gioveranno 2.350 lavoratori su 8.800. Finisce l'occupazione, il sindacato Usb: "Non ci fermeremo"

Non è andata come speravano all'Aula 27 occupata al Cnr di Pisa. I precari della ricerca, in presidio dallo scorso 25 ottobre, sono stati delusi dalle ultime notizie circa la conclusione dell'iter di discussione alla Camera dei Deputati sugli emendamenti in merito alle stabilizzazioni. "Sono stati previsti 57 milioni a regime - spiega l'Unione Sindacale di Base - ben lontani dai 300 milioni necessari e richiesti da noi per stabilizzare 8.800 lavoratori. Il risultato sarà la messa in sicurezza di soli 2.350 lavoratori, 6450 famiglie rimarranno nell'incertezza del lavoro, dopo una media di 10 anni di precarietà pregressa".

I 57 milioni derivano dal fondo già previsto dal Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, il cosiddetto decreto Madia. L'accusa che muove il sindacato è che "il MIUR, grazie al ministro Fedeli, ha deciso di concertare con i sindacati confederali una strada che ha premiato esclusivamente dirigenti e baroni universitari, con premialità economiche e contrattuali per un totale di 200 milioni di euro. Non un soldo in più è stato messo da questo governo, confermando un orientamento chiarissimo, proveniente dai diktat dell'Unione Europea: miliardi per salvare banche e banchieri (compresi padri e parenti di ministri e sottosegretari), per le spese militari (75 milioni al giorno), per le imprese e i padroni che con i soldi pubblici (versati dai lavoratori con i contributi fiscali) demoralizzano, ristrutturano, licenziano".

"La conseguenza immediata e diretta di queste scelte governative - insiste - sarà la solita guerra clientelare all'interno degli enti, arma di ulteriore ricatto da parte dei soliti noti, che già durante la vertenza di queste settimane si è fatta sentire, con blandizie e minacce verso singoli lavoratori impegnati nel conflitto".

"Oggi si chiude una fase del conflitto e la nostra occupazione - conclude l'Usb - che ci vede uscire comunque rafforzati in numero e credibilità. I lavoratori hanno capito bene chi lotta al loro fianco e chi, invece, come la triplice sindacale, privilegia i rapporti con la dirigenza Cnr e le compatibilità economiche indicate dai governi. Faremo un bilancio di questa intensa stagione di lotta e delle future forme del conflitto giovedì 11 gennaio, con una assemblea nazionale dei lavoratori del Cnr presso l'Aula 27. La lotta non si ferma. Abbiamo appena iniziato!".

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