Statalizzazione scuole dell'infanzia di Pisa: critiche dei sindacati all'amministrazione

Cgil e Rsu del Sindacato di Base chiedono un confronto per capire le prospettive educative e di lavoro della futura organizzazione

L'avvenuta approvazione ministeriale del progetto di statalizzazione delle scuole d'infanzia, con oggetto le Agazzi, viene criticato dalla Cgil, che esprime "disapprovazione per le scelte e per il metodo utilizzato dalla Giunta Conti" e chiede "un tavolo di confronto immediato per dare risposte certe alle lavoratrici che rischiano la continuità ed il proprio lavoro".

La Cgil specifica che "la scelta di statalizzare le 3 scuole dell'infanzia attualmente gestite direttamente dal Comune di Pisa è una scelta che viene da lontano, ma mai condivisa né con le lavoratrici che vi operano né tanto meno con il sindacato. Oggi apprendiamo dalla stampa locale che da settembre due sezioni della scuola Agazzi passeranno alla gestione dello Stato con personale diverso da quello che i bambini hanno conosciuto fino ad ora. Era necessario riflettere insieme a chi lavora nei servizi educativi alla prima infanzia da anni per condividere i percorsi, valutare i rischi, scegliere una strada condivisa che non lasciasse nessuno indietro. Ma per questa Amministrazione le relazioni sindacali sono solo una perdita di tempo!".

In pericolo, oltre il lavoro, c'è la qualità del servizio secondo il sindacato: "Le scuole dell’infanzia comunali di Pisa per decenni sono state pioniere di nuove metodologie, sono state all’avanguardia, insieme agli asili nido, nello sperimentare nuove strade, nuovi modelli, orari diversi e più aderenti ai bisogni dell’utenza. L'assessora Munno esprime solo la sua soddisfazione per la concretizzazione del progetto di statalizzazione progressiva, ignorando non solo la storia ma anche alcuni aspetti che per i lavoratori ed per il sindacato sono fondamentali: non un grazie per le insegnanti ed il personale ausiliario, ora in mobilità e basta!".

Ancora: "Non c’è rammarico e non c’è rispetto per la distruzione di un gruppo di lavoro, non c’è una parola per le prospettive occupazionali del personale ausiliario che, non essendo dipendente diretto del Comune di Pisa, non verrà 'automaticamente' spostato su altri servizi educativi. Personale ausiliario che da oltre 15 anni lavora nei nidi e nelle scuole dell'infanzia, con formazione specifica, che ha partecipato con le educatrici e maestre a momenti di formazione e programmazione. Oggi a queste lavoratrici si dice 'grazie e arrivederci'. E' uno spreco rischiare di perdere queste professionalità ed è inaccettabile che una Committenza Pubblica non si ponga il problema della responsabilità sociale delle scelte che fa".

La Rsu del Sindacato di Base del Comune di Pisa pone dei dubbi sulle tappe del percorso intrapreso dall'amministrazione. "L'assessore Munno e con lei il sindaco continuano a non rispondere alle stesse domande: come verranno impiegate le cospicue risorse che si liberano dal bilancio? Verranno tutte usate per l’istruzione? Dov'è il progetto di potenziamento dei nidi annunciato?".

"Parliamoci chiaro - insistono dal Sindacato di Base - fino ad oggi, in due anni, cosa ha fatto la giunta Conti in questo settore? Ben poco ascolto verso le scuole, verso direzioni scolastiche, insegnanti e famiglie. Stanno smontando il patrimonio cittadino delle scuole d’infanzia senza alcun investimento organico sui servizi educativi e amministrativi del settore, pochi interventi sull’edilizia scolastica comunale. L'idea della Giunta è ridimensionare il bilancio di spesa per educazione e istruzione senza una visione complessiva. La decisione, per noi insensata, di statalizzare le tre materne mette in difficoltà i comuni limitrofi, una decisione  assunta con arroganza nella conferenza educativa d’area tanto da impedire la nascita di nuove sezioni della scuola pubblica. La logica è perversa, per statalizzare le scuole materne comunali non si apriranno altre scuole pubbliche in provincia dove magari ce ne sarebbe maggiore bisogno e così facendo la scuola pubblica nel suo complesso esce indebolita".

"Non per ordine di importanza, una considerazione - conclude il sindacato - nel Paese al tempo di Covid, quando sarebbe necessario aumentare il numero di insegnanti nelle scuole statali di ogni ordine e grado per la riapertura a settembre? Il Comune di Pisa che fa? Assorbe risorse statali per sgravare il proprio bilancio e le nega alle altre scuole statali del territorio. E tutto cio' accade perchè l’Ufficio scolastico regionale glielo permette".

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