Remaggi, non c'è accordo fra Cda e sindacati: proclamato lo stato di agitazione

Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl Pisa sono preoccupati per la mancanza di un percorso concordato per l'internalizzazione

Si avvicina lo scontro per il lavoro. E' alle porte ormai il 10 febbraio, data in cui si interromperà l'appalto del servizio assistenza presso la committente Rsa Remaggi di Navacchio, azienda pubblica controllata dal Comune di Cascina, struttura nella quale lavorano gli attuali 19 dipendenti della cooperativa Elleuno che potrebbero non essere riassorbiti. Il CdA ha deliberato l'internalizzazione del servizio per tornare alla gestione diretta, con quindi l'assunzione di nuovo personale tramite bandi, in sostituzione degli operatori socio sanitari ora sotto la cooperativa.

"Le organizzazioni sindacali - scrivono Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl Pisa - si sono subito attivate nei confronti del CdA, con il quale si sono svolti incontri, nei quali abbiamo invocato la necessità di individuare soluzioni alternative ad un'internalizzazione repentina non governata, per evitare un impatto devastante sull'occupazione e sulla continuità assistenziale agli ospiti della Rsa. Le OO.SS hanno anche chiesto un incontro alla cooperativa al fine di valutare la possibilità di ricollocazione del suo personale. Richiesta che è stata recepita dalla cooperativa, ma che non può rispondere a tutti i lavoratori coinvolti".

"Al momento il CdA non ha inteso accogliere le nostre istanze - aggiungono - finalizzate ad un percorso concordato che non crei danni all'occupazione del personale in appalto, ed eviti l'interruzione della continuità assistenziale". 

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La decisione è quindi stata quella di dichiarare "lo stato di agitazione del personale della cooperativa Elleuno. A fronte di quanto premesso, le OO.SS chiedono al Prefetto di Pisa di convocare le parti, ai sensi di quanto previsto dalla L.146/90, dall'accordo Collettivo Nazionale per la garanzia di funzionamento dei servizi pubblici essenziali del 15/1/2002, al fine di tentare la conciliazione della controversia insorta". 

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