Riduzione degli orari di apertura e stop alle domeniche: i lavoratori dei supermercati in stato di agitazione

La richiesta dei sindacati è quello di diminuire gli orari di apertura dei punti vendita di generi alimentari

Stato di agitazione proclamato dalle segreterie regionali della Toscana di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per i lavoratori e le lavoratrici del commercio di generi alimentari. Al centro della mobilitazione l'orario di chiusura serale e la chiusura la domenica dei supermercati.  
I sindacati hanno inviato a Federdistribuzione, Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana, Prefettura Firenze e Regione Toscana una lettera dove annunciano lo stato di agitazione.
“Tale dichiarazione deriva dal fatto che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste che le scriventi hanno inviato, sia a livello nazionale che regionale, dove si chiedeva, in questa fase, di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria - scrivono le organizzazioni sindacali - tali richieste, più volte reiterate, hanno visto in questa fase alcune aziende raccogliere le nostre sollecitazioni (come Unicoop Firenze, ndr), anticipando l’orario di chiusura serale e chiudendo la domenica ed altre decidere, ad oggi, di non prevedere alcuna riduzione e neppure alcuna chiusura domenicale. Si sta quindi determinando un quadro di non omogeneità e confusione del settore che, oltre a creare uno svantaggio per le aziende più virtuose, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio".

"Le nostre richieste sono finalizzate a porre, sia i lavoratori che le lavoratrici del settore, in una condizione di estrema sicurezza, anche da un punto di vista psicologico. Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione, garantiscono con il loro lavoro, ormai da oltre tre settimane continuative, un servizio fondamentale alla collettività e lo fanno con sacrificio e abnegazione, spesso con turni stressanti. Adesso è il momento della responsabilità. Responsabilità di salvaguardare tutti, i cittadini, i clienti, ma anche i lavoratori e le lavoratrici - proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - le nostre organizzazioni hanno convintamente diffuso il messaggio di responsabilità che si riassume nella ben conosciuta frase: IO STO A CASA, chiedendo alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore di fare un grandissimo sforzo per il bene dell’intero paese. Oggi, però, è arrivato il momento di dare anche a loro una piccola ma importante risposta riducendo le fasce orarie ed i giorni di apertura della distribuzione alimentare. Il servizio fornito dai nostri assistiti può essere garantito rimanendo aperti dal lunedì al sabato con una fascia oraria giornaliera che inizia alle ore 8 sino alle ore 19 massimo".

Da qui, "ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno", i sindacati proclamano lo stato di agitazione, "ponendo a disposizione delle nostre strutture territoriali un pacchetto di 16 ore di sciopero, che saranno utilizzate unitariamente a discrezione delle stesse".

"Chiediamo anche alle Istituzioni regionalmente competenti di fare la propria parte, intervenendo in modo deciso ed orientato a sensibilizzare le aziende nell’uniformare gli orari di apertura al pubblico e le giornate di chiusura alla vendita, per tutte le realtà alimentari di media e grande superficie, presenti in Toscana” concludono le organizzazioni sindacali.

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