Gioco del Ponte: recuperati ed esposti in Comune gli stendardi del pittore Otto Pamio

L'assessore Bedini: "Un piccolo segno a costo zero che valorizza il patrimonio del Comune legato alle tradizioni di Pisa e promuove il Gioco del Ponte anche ai tanti turisti che visitano il Palazzo"

Recuperare, valorizzare e diffondere la cultura delle tradizioni di Pisa. E' con quest'obiettivo che a partire da oggi, 4 agosto, saranno esposti nell'atrio di Palazzo Gambacorti, dopo un attento lavoro di recupero, i due stendardi di parte del Gioco del Ponte realizzati nel 1985 dal pittore da Otto Pamio. "Si tratta della seconda tappa di un percorso di valorizzazione iniziato con la sistemazione e l’esposizione di tutti i 12 quadri della Magistratura, anch'essi opera di Otto Pamio. Gli stendardi - spiega l'assessore alle Tradizioni storiche, Filippo Bedini - giacevano in un angolo recondito del Palazzo comunale in stato di abbandono, a prendere la polvere. Da oggi saranno in bella vista nell’atrio del Comune, fruibili da cittadini e turisti. Un piccolo segno a costo zero che valorizza il patrimonio del Comune legato alle tradizioni di Pisa e promuove il Gioco del Ponte anche ai tanti turisti che visitano il Palazzo".

I due stendardi sono le ultime opere realizzate dal pittore sul tema del Gioco del Ponte. "Nello specifico - hanno spiegato il dirigente comunale Giuseppe Bacciardi e il responsabile del patrimonio delle tradizioni storiche Antonio Pucciarelli - si tratta di due opere di libera iconografia riferita alla rappresentazione araldica delle due Parti di Mezzogiorno e Tramontana del Gioco del Ponte. Grazie ad una donazione della Banca Toscana di Pisa del giugno 1985 sono diventati di proprietà comunale ed ora, recuperati dopo un letargo lungo 35 anni,  vanno ad arricchire le opere artistiche presenti nell’androne di Palazzo Gambacorti".

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"Nei prossimi anni - conclude l'assessore Bedini - cercheremo di recuperare anche il vasto patrimonio che non è direttamente di proprietà del Comune, ma che è in mano ad altri enti o soggetti privati: quadri, stampe, libri, manifesti, pubblicazioni, bandiere e stendardi, medaglie e tutto quanto richiama la nostra storia e l’identità di Pisa. L'obiettivo è quello di cominciare a rimettere insieme questa ricchezza, per poterla rendere fruibile ai cittadini".

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