Turno di 15 ore per l'infermiere, la Cgil: "Non è stata scelta libera, l'Aoup assuma"

Nuova replica sull'episodio da parte del sindacato, che invita l'azienda ad incrementare il personale

Prosegue il botta e risposta fra Cgil e Aoup sugli straordinari del personale ospedaliero, vicenda partita dal caso particolare di un infermiere "sequestrato" per lavorare. Dopo la spiegazione dell'azienda, il sindacato, con il segretario provinciale Fp Cgil Leonardo Fagiolini, torna all'attacco: "La vicenda dell’infermiere trattenuto in servizio ha solo una verità, nonostante qualcuno stia cercando di stravolgerla. L’assenza è stata comunicata tra le 3/4 ore prima dell’inizio del turno notturno, che avviene alle ore 21, L’Azienda non è stata però in grado di trovare nessuno, di conseguenza, come sempre accade purtroppo in questi casi, rimane solo da decidere chi del turno precedente non può uscire dal lavoro. L’infermiere che si è trattenuto si è offerto volontariamente rispetto al proprio collega, ma questa non può certo definirsi una libera scelta, tant’è che la decisione si è concretizzata alle ore 21.30 preso atto che non c’era altra soluzione".

"Affermare che sia stata una candidatura volontaria, quando i fatti si sono svolti come sopra descritto e solo al fine di non ammettere le incapacità organizzative, mette in luce quanto l’Azienda ignori le norme sull’orario di lavoro. Se l’Azienda, davvero avesse accettato di far lavorare 15 ore consecutivamente un lavoratore, quando c’era la disponibilità di un’altra persona più riposata, sarebbe grave. Se non vi era altra soluzione come ci risulta, prima che lasciare i pazienti senza assistenza, ovviamente è preferibile un lavoratore stanco che nessuno, ma certo non per scelta!". Dopo aver concluso così sul caso in particolare, Fagiolini ricorda la normativa: "La procedura denominata PA 21, che viene richiamata dall’Azienda nella replica, prevede comunque il rispetto della normativa europea sull’orario di lavoro. La stessa procedura prevede chiaramente di lavorare massimo 12 ore e 50 minuti consecutivamente, e non 15 e per concludere, ricordiamo che va rispettato anche il CCNL che prevede massimo 12 ore".

Conclude quindi la Cgil: "Speriamo che l’Azienda da queste vicende prenda maggiore coscienza sulla carenza di personale e faccia le assunzioni del caso, la ripetizione di situazioni in cui un dipendente non possa cessare il proprio turno di lavoro dopo il superamento dell’orario massimo di lavoro non lo riteniamo accettabile".

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