Annullamento fiera di San Ranieri, Confesercenti: "Pesciatini deve fare molto di più"

Dopo la protesta degli ambulanti l'associazione di categoria si dice "sorpresa" delle dichiarazioni rilasciate dall'assessore al Commercio. Sullo street food nel Parco: "Si verifichi il possesso delle regolari autorizzazioni"

Una passata edizione della fiera di San Ranieri

Non si placano le polemiche per l’annullamento della tradizionale fiera di San Ranieri che si svolgeva il giorno del patrono tra via Santa Maria e piazza dei Cavalieri. Dopo la protesta degli ambulanti sostenuti dal sindacato di categoria Anva, è la Confesercenti Toscana Nord a scendere in campo rivolgendosi direttamente all’assessore al commercio Paolo Pesciatini. "Non vediamo proprio il nesso tra l’annullamento degli eventi del Giugno Pisano che muovono migliaia di persone sui lungarni - spiega il responsabile area pisana Simone Romoli - e la cancellazione di una fiera che altro non è che un mercato come quelli che si stanno normalmente svolgendo in città dopo la ripartenza del settore ambulante. Esistono da giorni le linee guida per le fiere e le manifestazioni commerciali straordinarie e dunque il Comune, come aveva rapidamente garantito la ripresa dei mercati, avrebbe dovuto e potuto fare lo stesso per le fiere. Considerato tra l'altro che quei protocolli non sono certo dissimili da quelli per lo svolgimento, ad esempio, del mercatino dell’antiquariato che si è svolto lo scorso fine settimana nelle stesse strade. La questione dell'annullamento delle manifestazioni del Giugno Pisano è, quindi, una scusa. Se è infatti vero quello che afferma Pesciatini, e cioè della decisione di cancellarlo per l’emergenza covid 19, questa doveva essere comunicata alle associazioni di categoria prima che gli ambulanti manifestassero nell'atrio comunale".

Romoli entra poi sulla questione della fiera in programma nel parco di San Rossore in cui sono presenti attività ambulanti di somministrazione. "In una situazione del genere - afferma ancora il responsabile area pisana - in assenza cioè dell’appuntamento con la fiera nel centro storico, ci sembra quanto meno inopportuno che un'associazione di categoria organizzi una manifestazione per pochi eletti (dimenticando una intera categoria di ambulanti che essendo legati alle fiere in molti casi non hanno nemmeno ripreso la loro attività dopo il lockdown) che, nei fatti, allontana le persone dalla città e dal centro storico in un contesto già difficile di assenza di turisti e di studenti, arrecando ulteriore danno in un giorno che comunque a Pisa è festivo, trattandosi della festa del santo patrono. Ci sorprende non poco, inoltre, che l’assessore al Commercio ci dica candidamente di aver saputo di questo evento solo nel giorno della protesta degli ambulanti nell’atrio di Palazzo Gambacorti. Ci attendiamo a questo punto, una volta che ne è venuto a conoscenza, che svolga il suo ruolo di  controllo verificando che la manifestazione, ampiamente pubblicizzata, sia in possesso dei regolari titoli autorizzatori (Scia), igienico sanitari (notifica sanitaria) e anti-covid19. E'giusto che Comune e Usl dispongano le necessarie verifiche".

Conclude Romoli. "Il nostro sindacato di categoria Anva ha chiesto un incontro urgente con l’assessore Pesciatini per chiarire la vicenda e riprogrammare la fiera nel mese di luglio. Pur nella consapevolezza che il danno, leggi annullamento di San Ranieri, è ormai stato fatto”.

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