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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Strisce blu sul litorale pisano, Confcommercio: “Tasse, tasse e ancora tasse: ci vorrebbe Robin Hood”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Siamo esterrefatti dalle parole dell'Ad di Pisamo Fabrizio Cerri, secondo cui il calo degli incassi delle attività commerciali del litorale non sarebbe imputabile all'invasione degli stalli blu bensì alla crisi economica”. A parlare è Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa: “Ci risulta difficile accettare lezioni di economia da parte di chi come Cerri è corresponsabile, insieme all'amministrazione comunale, di una decisione che ha ripercussioni molto negative sull'intera economia del litorale pisano. Lo stesso Cerri ammette la gravità della crisi economica in corso, ma proprio per questo risulta evidente che l'introduzione a tappeto delle strisce blu è palesemente inopportuna e doppiamente dannosa”.

Il direttore della Confcommercio di Pisa riannoda il filo di una lunga storia: “Sono dieci anni che segnaliamo e denunciamo con forza l'impoverimento commerciale del litorale pisano, che l'amministrazione comunale utilizza come un bancomat e spreme come un limone nel periodo estivo. Adesso siamo al paradosso di esaltare gli aumenti e i maggiori incassi derivanti dall strisce blu, tralasciando quasi completamente il tema degli investimenti. Se pensiamo al fatto che quasi la metà del tanto sbandierato milione di euro investito è riferibile al semplice acquisto dei parcometri, comprendiamo bene quanto l'intera operazione sia a scapito del litorale. Aggiungiamo inoltre che ogni investimento dovrebbe essere pagato con la spaventosa quantità di tasse che le imprese pagano quotidianamente e che l'amministrazione comunale incassa: Imu su attività commerciali, ricettive, balneari, Tasi, Tari, Tarsu, Cosap, Icp, Iscop, Canone Comunale Balneari, sanzioni amministrative”.

Per Pieragnoli però questa lunga lista non è completa - “perché oltre ad una raffica di imposte, c'è anche la tassa di soggiorno, che dovrebbe essere investita per incrementare lo sviluppo turistico della città, che produce un gettito pari a circa 1 milione e mezzo di euro, ma di cui solo il 5% viene reinvestito in eventi per l'intero comune di Pisa. Insomma, per citare Robin Hood “tasse, tasse, tasse, a forza di tasse il principe Giovanni spremette il cuore e l'anima del povero popolo di Nottingham”.

In conclusione, “proprio per capire l'entità esatta di questa “spremitura” lo scorso ottobre abbiamo chiesto all'amministrazione comunale, di cui Cerri è stato assessore per dieci anni, il gettito complessivo delle imposte pagate da imprese e commercianti del Litorale pisano. Ma ovviamente, a distanza di tempo quella risposta non è mai stata data”.

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