Cronaca Casciana Terme

Casciana Terme-Lari: striscione contro don Zappolini da Forza Nuova

'Zappolini eretico' recita l'affissione apposta nella notte presso la casa del sacerdote. L'attacco è legato ad una festa di fine Ramadan. Sonetti (PD): "Intolleranza di matrice fascista"

Questa notte, fra il 27 ed il 28 giugno, i militanti di Forza Nuova hanno affisso davanti alla chiesa di Santa Lucia a Perignano, nel comune di Casciana Terme-Lari, uno striscione recante la scritta 'Zappolini eretico'. Don Armando Zappolini si occupa da tempo di inclusione sociale, recupero di tossicodipendenti, e collabora con l'associazione antimafia Libera sul tema della legalità.

Il motivo del gesto lo spiega il segretario provinciale Augusto Gozzoli con un duro attacco: "Lo abbiamo fatto in seguito alla decisione del sacerdote, nominalmente cattolico, di celebrare la festa islamica di fine del Ramadan. Pur essendo abituati alle pagliacciate esibizioniste di questo indegno sacerdote, abbiamo ritenuto importante esprimere il nostro sdegno per un gesto che svilisce la religione cattolica, pilastro della nostra tradizione, di fronte ai musulmani in nome di una nuova religione mondialista, laica e relativista e che richiede il sacrificio e l'abbandono della nostra identità e della nostra tradizione in un insensato sincretismo. Ritenendo sconcertante l'atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche che non condannano tali buffonate, ma anzi sembrano incoraggiarle e difenderle, abbiamo deciso di intervenire direttamente: mentre in Senato si discute lo Ius Soli che mira a creare una generazione di allogeni italianizzati artificialmente, noi vogliamo riaffermare con forza la nostra identità italiana e cattolica. Se Zappolini vuole festeggiare il ramadan si faccia musulmano".

Immediata condanna e solidarietà al prelato è stata espressa dal segretario del Pd Pisa Massimiliano Sonetti: "Il blitz di Forza Nuova a casa di don Armando Zappolini la dice lunga su come non si debba abbassare la guardia sul prepotente ritorno dell'intolleranza e della negazione delle libertà fondamentali di matrice fascista. Zappolini è uomo di pace, di dialogo, una figura di riferimento che non si ferma ai confini della Chiesa, ma che si apre alla società come punto di riferimento civile. Chiamarlo 'eretico' non è solo un'offesa alla sua onorabilità di uomo di chiesa, cosa che tra l'altro ci fa chiedere da che posizione gli esponenti di Forza Nuova si arrogano il diritto di bollare come eretico qualcuno, ma anche alla comunità di Casciana Terme-Lari, da sempre disposta al dialogo e desiderosa di pace e tranquillità tra i cittadini, qualsiasi sia la religione o la nazionalità. A don Zappolini va tutta la solidarietà del Pd provinciale".

Pubblica condanna da parte del sindaco di Casciana Terme-Lari Mirko Terreni e di tutta l'amministrazione comunale, più la consigliera Marianna Bosco, anche responsabile del Servizio di Accoglienza ai migranti della Cooperativa Il Cammino con cui don Armando ha organizzato l'iniziativa: "Pieno sostegno a don Armando - commenta il sindaco - che da tutta la vita si spende per creare una comunità accogliente e integrata. Quel manifesto offende anche tutti noi che rappresentiamo una comunità da sempre accogliente e generosa verso gli altri. Mai come in questo momento storico c'è bisogno di condividere valori, esperienze e tradizioni diverse, quale unico ponte per unire le varie culture. Per quanto ci riguarda proseguiremo nel sostegno al progetto di accoglienza diffusa, secondo quelle che sono le possibilità del nostro territorio, questa riteniamo sia la migliore risposta al'ennesimo attacco fascista di Forza Nuova".

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi: "L'offesa odiosa e minacciosa fatta a don Armando Zappolini è un offesa ad ognuno di noi. Un oltraggio alle nostre tradizioni democratiche e civiche, improntate ai principii costituzionali di pace, rispetto per i diritti e per la libertà di culto di tutte le religioni e solidarietà. Una formazione apertamente neofascista, che con le sue pratiche e i suoi lugubri simboli, sfida la Costituzione e la legge, attacca un sacerdote che ispira la sua azione a difesa dei più deboli, della legalità, per dare ai più giovani valori positivi e allontanare le minacce, qual è quella delle ludopatie. Dobbiamo reagire. Ho espresso a don Armando la solidarietà della città e quella della comunità provinciale e anche la mia vicinanza fraterna. Quello che è accaduto ci spinge ancor più all'impegno per la tolleranza e per far valere le regole di convivenza e a coltivare la memoria attualissima dell'antifascismo. Lo faremo ricordando le leggi razziali volute dalla dittatura e firmate a Pisa, a San Rossore, il 5 settembre 1938. Lo faremo per combattere ogni razzismo, la xenofobia e per difendere la pace".

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