Cronaca

Caso Regeni, striscione e appello del Comune: "Non cali il silenzio"

E' stato esposto verso le ore 12 lo striscione previsto dalla mozione votata dal Consiglio Comunale. Unite le forze politiche per la campagna di Amnesty International

"Verità per Giulio Regeni". Recita così la scritta che campeggia sulla facciata di Palazzo Gambacorti, segno della partecipazione del Comune di Pisa alla campagna di Amnesty International per fare luce sulla morte del ricercatore italiano avvenuta in Egitto la sera del 25 gennaio scorso. 

L'esposizione dello striscione è iniziata intorno alle ore 12. Presenti i rappresentanti comunali ed una delegazione dell'associazione internazionale. "L'iniziativa del Consiglio Comunale - ha spiegato il presidente dell'assemblea Ranieri Del Torto - è partita due giorni fa su impulso della consigliera Simonetta Ghezzani, che ringrazio. C'è stata subito grande concordia fra tutte le forze politiche e la Giunta per partecipare alla campagna di Amnesty International".

Un piccolo gesto, ma importante: "Chiediamo una cosa semplice, eppure complessa nel mondo attuale - prosegue Del Torto - chiediamo di capire cosa è successo veramente a Giulio, scomparso in modo terribile e senza motivazione. Come lui altri si sono trovano in una situazione simile. Basta risposte formali, chiediamo al Governo un impegno forte, lo dobbiamo alla famiglia, agli amici, ma a noi stessi. Il caso non può essere etichettato come un episodio o un incidente".

L'assessore Marilù Chiofalo: "Grazie ad Amnesty International Pisa per essere sempre attenta sulle iniziative che servono a ricordarci come in troppi luoghi, ed anche in Italia, anche i più semplici diritti umani non siano rispettati. Per Regeni la richiesta di verità serve per avere giustizia, ma è anche un'occasione per riflettere sulle condizioni dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, un'area complessa e difficile da leggere".

La prima firmataria della mozione votata in Consiglio, Simonetta Ghezzani (Sel): "Bene raccogliere l'appello ad impegnarsi ai comuni e le università contro il tentativo di insabbiamento. Dobbiamo affermare la richiesta di trasparenza, Giulio è anche una figura simbolica: studioso in una forma quasi militante, si è speso sul campo, e da quanto si apprende in queste ore era già stato oggetto di perquisizioni da parte della polizia, ma ha continuato la sua opera. Dobbiamo raccontare la sua storia. Il nostro Paese è depresso in tanti sensi, così come chi sta morendo in Egitto. Al-Sisi si è presentato all'Egitto come un garante della pace, ma si paga con la repressione. Non dobbiamo spegnere la memoria".

Il nuovo responsabile di Amnesty International Pisa Alessandro Mattiello fa il punto sulla campagna e la situazione italiana: "Dopo qualche settimana sono circa 40 i comuni che hanno aderito, 4 regioni di cui anche la Toscana ed enti come la Fondazione Teatro Verdi di Pisa. E' importante che una città come Pisa, famosa per le sue università e centri di ricerca, sostenga con forza questa ricerca di verità in favore di un connazionale e ricercatore. Lo scopo è fare pressione sul Governo egiziano tramite quello italiano per fare luce sulla vicenda".

"Purtroppo - analizza Alessandro - le ultime notizie non sono favorevoli. La parte egiziana sottolinea la propria giurisdizione, rendendo scadenti i tentativi di collaborazione. Cosa è successo la sera del 25 gennaio è poco chiaro, è probabile che Giulio sia stato torturato per ore prima di essere ucciso. Amnesty International ha aperta una campagna contro la tortura, con nel 1988 la firma da parte anche dell'Italia di una convenzione delle Nazioni Unite contro questa pratica. Ci sono stati i casi del G8 di Genova, il caso Cucchi ed altri, ma ancora non c'è stata la ratifica del Governo italiano e non c'è la legge. C'è quindi tanto da fare sia nel mondo che in Italia".

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